Home Politica Crolla il Ponte Morandi, il PD sprofonda ai mini storici

Crolla il Ponte Morandi, il PD sprofonda ai mini storici

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Gli applausi a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, i fischi per Maurizio Martina. Devono aver fatto male, e molto al PD, da Renzi ad Matteo Orfini. Ma quelle poche immagini sono state lo specchio degli umori di un Paese. Umori mutevoli, proprio perchè tali. Fra un anno, forse prima, le cose potranno cambiare. Ma al momento un dato sembra certa. Il PD, questo PD post renziano che rimane ancora renziano nello stile e nella percezione della gente, sta scomparendo. E’ drammaticamente lontano dal sentire della gente e, per questo, non riesce più ad intercettarne il consenso, ad interpretarne la volontà e darne un corretta rielaborazione politica. Il PD di oggi ha il vizio antico della Sinistra di ieri: riduce la propria identità politica al dito puntato contro gli altri. Un tempo era Berlusconi. Ed il gioco è riuscito discretamente bene, anche se a conti fatti l’antiberlusconismo ha danneggiato più la Sinistra che l’uomo di Arcore. Oggi il nemico è Salvini, ma una battaglia politica impostata così sembra già persa in partenza. Esemplare la strategia dopo il collo del Ponte Morandi. Poche parole per le vittime e le loro famiglie. Cordoglio di circostanza.

Un uovo nell’occhio di Daisy ha, in proporzione, provocato un’indignazione infinitamente superiore. Nessuna critica a Società Autostrade o ai Benetton. Nessun spiegazione, storica, tecnica e politica sul perchè la gestione della rete autostradale è diventata di fatto un monopolio, un affari quasi privato tra Autostrade per l’italia e lo Stato. Nessuna riflessione sui costi – benefici. Nessuna spiegazione su quelle carte riservate nel contratto di concessione. Sul perchè i pedaggi sono continuati ad aumentare. Nessuna risposta alle interrogazioni parlamentari sul Ponte, rimaste inevase. Nessuna relazione sulle mancate ispezioni del Ministero, sotto la gestione del Ministro Graziano Delrio. In questo putiferio il PD ritaglia un commento a sfavore della Gronda dal blog di Grillo e fa politica con questo. E Matteo fa il leader dopo la disfatta, un Publio Quintilio Varo senza più legioni. Chiama l’attuale Ministro Toninelli a riferire in Aula sul crollo del Ponte. Lui, che sul crollo del PD non ha dovuto rendere conto a nessuno. Perchè il partito ora è così debole che non è stato neanche in grado di costringerlo ad una resa dei conti.

Ed ecco che arrivano i sondaggi a certificare tutto questo. l’Istituto Piepoli a inizio agosto ne ha realizzato uno per conto di Affari Italiani indicando il Partito Democratico al 15%. I sondaggi di Ferragosto sembrano confermare il trend inesorabile: il crollo di PD Forza Italia. Secondo i dati riportati dal Tempo, il partito di Matteo Renzi ora oscilla tra il 12% e il 15 per cento. A marzo era al 19. Silvio Berlusconi sarebbe poco sopra il 5% Matteo Salvini starebbe ora pianificando di prendersi quello che resta del Centrodestra, cominciando con la corsa solitaria alle regionali in Abruzzo.

Tre anni fa Matteo Renzi progettava di far proprio l’elettorato di Berlusconi. E di cambiare le Costituzione. Ora pubblica post e fa documentari. O almeno ci prova. Ci prova a frenare il declino il Presidente del PD Matteo Orfini: “Ora davvero si è passato il segno – ha scritto su Facebook – non che mi aspettassi molto da loro, ma speravo che almeno di fronte alla morte e al dolore si fermassero. E invece no, lo schema è quello di sempre: Di Maio e Salvini aggrediscono il Pd con bugie e falsità e una potente macchina del fango si muove sui social. Pagine non ufficiali creano, amplificano, rilanciano notizie false e accuse violentissime”.

Squadra che perde non si cambia, insomma. E il vecchio team usa i vecchi schemi di gioco: le presunte fakenews che avrebbero tolto consenso e credibilità al PD. Le trame russe, Putin, il disegno sovranIsta che attraversa l’Europa per distruggerla. Ma il sospetto che avessero eletto alla Segreteria un incapace non li sfiora. Mai. Forse perchè il simile non vede il simile, ma si accanisce contro il diverso. E anche Orfini, intanto, sembra ancora invischiato fino al collo con una storia vecchia. Scrive ancora:

“Ora basta questa volta denunceremo tutto: dai leader che ci hanno accusato con falsità – scrive – alle pagine e ai profili che hanno diffuso contenuti diffamatori. Segnaleremo ogni caso a seconda della gravità a Facebook, all’Agcom, alla polizia postale. Uno per uno. Ma abbiamo bisogno del vostro aiuto: segnalateci tutti gli abusi che trovate qui su Facebook, aiutateci a rendere ancor più capillare questo lavoro“. Il Presidente ha fatto le cose per bene: allegando un modulo da compilare per segnalare le notizie false che danneggiano il PD. False come il tweet al veleno di un certo Matteo Renzi che parlava di una ragazza italiana, un’atleta, “picchiata selvaggiamente” a Moncalieri da “razzisti“. Certamente fomentati dalle politiche migratorie del Governo. Ecco, iniziate da questa.