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Marchionne, un addio difficile: “E’ stato impossibile salvarlo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:27
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Un addio difficile. Sergio Marchionne è morto all’età di 66 anni, protetto da quella riservatezza che ha caratterizzato tutta la sua vita. Un alto livello di privacy è stato garantito anche dalla clinica di Zurigo dove era ricoverato, tanto che solo nelle ultime ore è stato reso noto il motivo del decesso dell’ex ad di Fca. Si è parlato di infarto, ma è stato solo l’epilogo di una serie di complicazioni terribili, verificatesi quasi in simultanea, impossibili da superare, soprattutto per un fisico debilitato come quello di Marchionne. Debilitato perchè malato da più di un anno, si è appreso nelle ultime ore, per una forma tumorale probabilmente causata, nelle prime fasi, dal fumo.
Un’embolia cerebrale e due arresti cardiaci: questo è stato il calvario, come riportato da Adnkronos. Il manager di FCA si era sottoposto ad un intervento  chirurgico per un sarcoma invasivo alla spalla destra. Durante l’intervento una delle arterie del cervello si sarebbe occlusa causando danni irreversibili. Si sarebbe quindi manifestato il primo  arresto cardiaco. Di qui il trasferimento del manager in terapia intensiva, ormai in coma, per essere sottoposto ad un costante monitoraggio. Il secondo arresto cardiaco, questo fatale, sarebbe sopraggiunto dopo poche ore
«E’ stato uno dei manager più brillanti e di successo dai giorni del leggendario Henry Ford» Con queste parole il presidente americano Donald Trump ha detto addio a Marchionne «E stato un onore per me aver potuto conoscere Sergio come presidente degli Stati Uniti – ha scritto in un tweet -. Gli piaceva l’industria dell’auto e ha combattuto duramente per essa. La sua mancanza sarà davvero sentita».  E dalla casa automobilistica statunitense che arriva un altro omaggio al Ceo della Fca. Ha scritto il presidente esecutivo Bill Ford – «Era uno dei leader più rispettati nel settore, la cui creatività e forte determinazione hanno aiutato a rimettere finanziariamente in salute Chrysler e a fare crescere Fiat-Chrysler, rendendolo un produttore di auto globale e redditizio. Il suo candore e la sua passione per il settore mancheranno a tutti coloro che lo conoscevano. I nostri pensieri e le nostre preghiere vanno alla sua famiglia».
Marchionne è stato celebrato anche dal premier canadese Justin Trudeau: «Era un gigante nel settore auto, un amico della comunità italo-canadese e un visionario dell’impresa».
Fonte: Adnkronos
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