mercoledì, maggio 23, 2018
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Il nigeriano all’amico: “C’è una ragazza nel mio letto, vieni”

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«Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva». A pronunciare la frase, intercettata dagli inquirenti nel carcere di Ancona, è Lucky Awelima mentre parla con Desmond Lucky. I nigeriani, insieme al connazionale Innocent Oseghale, sono detenuti con l’accusa di aver ucciso e fatto a pezzi la 18enne romana Pamela Mastropietro a Macerata. I dialoghi sono riportati nella nuova ordinanza di custodia cautelare per omicidio a carico di Oseghale che invece è recluso ad Ascoli Piceno. A questa richiesta di Innocent, Awelima avrebbe risposto che non era interessato. In un’altra conversazione, Awelima avrebbe detto di aver saputo che Pamela era stata stuprata. Le perizie avrebbero accertato un rapporto sessuale completo con Oshegale, il principale indiiziato del delitto. L’intercettazione è posta tre gli elementi a fondamento della richiesta della ordinanza di custodia in carcere per Oseghale anche per violenza sessuale. Il nigeriano è accusato dalla Procura di aver abusato anche della 18enne romana, che era fuggita da una comunità di recupero, quando sotto l’effetto dell’eroina non sarebbe stata capace di opporsi. Addebito non riconosciuto dal giudice per le indagini preliminari che pone a fondamento della decisione anche tratti della personalità della ragazza. Secondo il giudice, Pamela avrebbe instaurato un contatto amichevole con il nigeriano. La ragazza e l’africano avrebbero pertanto consumato un rapporto consensuale.

Il 29enne, secondo quanto riportato dal suo legale ha respinto davanti al gip l’accusa di omicidio volontario, e aggiunge che la notte della morte di Pamela si è allontanato dal suo appartamento, in Via Spalato 124, a Macerata per consegnare della droga, lasciando soli Desmond Lucky e la diciottenne. “Lei aveva assunto eroina e stava male, aveva gli occhi all’insù”, dice Oseghale, aggiungendo di aver lasciato la casa, dopo che Desmond Lucky lo aveva traquillizzato sulle condizioni della ragazza.

L’uomo sostiene tutta un’altra storia: “Quando sono tornato a casa la ragazza era morta, era stata fatta a pezzi e il suo corpo era chiuso nei due trolley”. Una versione che non è ritenuta credibile dagli inquirenti, secondo i quali la ragazza sarebbe stata condotta da Oseghale nel suo appartamento e lì avrebbe consumato l’eroina procuratagli dal pusher, prima di essere stuprata, uccisa e fatta a pezzi dall’uomo. Restano in carcere, ad Ancona, il ventiduenne Lucky Desmond e il ventisettenne Awelima Lucky, indagati con Oseghale per omicidio in concorso, e tra i tre nigeriani prosegue, a distanza, lo scambio di accuse. Chi indaga è convinto che i tre fossero, insieme, nella casa degli orrori e che insieme abbiano agito, dopo l’omicidio, per disfarsi del corpo della ragazza. Questa mattina la salma di Pamela è stata portata da Macerata a Roma, dove sabato alle 11 verranno celebrati i funerali nella parrocchia di Ognissanti, a San Giovanni. Prima del rito funebre, dalle 9.30 alle 10.30, si terrà nella chiesa la camera ardente. Il Comune di Roma e il Comune di Macerata hanno dichiarato il lutto cittadino.

Tra i fiori portati personalmente dagli abitanti di Macerata all’obitorio per Pamela Mastropietro, c’era anche un mazzo di fiori inviato, tramite il fratello, da Luca Traini, l’autore del raid a colpi di pistola contro persone di colore per vendicare la 18enne, Traini è rinchiuso nel carcere di Montacuto ad Ancona: il suo processo dovrebbe cominciare il 9 maggio. Per un ultimo saluto si è avvicinato anche il tassista peruviano che aveva accompagnato in aula la ragazza dalla stazione ferroviaria ai giardini Diaz, dove poi avrebbe incontrato Oseghale.