Home Cronaca “Ho visto la mano di Pamela nella valigia”

“Ho visto la mano di Pamela nella valigia”

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tassista
(Websource/archivio)

Morte di Pamela Mastropietro: ora s’indaga anche su Mouthong Tchomchoue, conosciuto a Macerata come Patrick, il tassista abusivo che sarebbe stato contattato da Innocent per portare due valigie “vuote”. Ma che vuote non erano, capirà più tardi stando al suo racconto.

Secondo fonti investigative alle ore 22 del 30 gennaio scorso il tassista veniva chiamato da Innocent Oseghale. Giunto al suo domicilio, in via Spalato. Era alla guida della Opel Zafira di un suo amico. La sua l’aveva prestata ad un amico, ha detto. Secondo quanto affermato dal tassista il cliente scendeva con due valigie, che curava di caricare personalmente, rifiutando l’aiuto offertogli. Sulla via per Tolentino il nigeriano diceva di svoltare per Pollenza e di accostare. Qui Innocent Oseghale scaricava le due valigie a bordo strada e gli ordinava di tornare a Macerata”. Una decisione apparentemente incomprensibile, considerando che i bagagli contenevano il corpo di Pamela, salvo il fatto che non fossero destinati ad essere prelevati da qualcun altro di lì a poco.

Di questo strano viaggio il tassista pare abbia riferito agli inquirenti: “durante il viaggio di andata Oseghale aveva fatto una lunga telefonata in lingua inglese e al ritorno una telefonata con una donna”. il tassista ha inoltre riferito che, Incuriosito dalla condotta del passeggero, era  tornato sul luogo ove erano state lasciate le valigie e, apertone una, vedeva all’interno la mano di una donna. Incredulo, rientrava quindi a Macerata”.​ Ma sulla posizione ci sono dei dubbi: Come ha fatto a vedere una mano? Ma soprattutto, come è possibile che la vettura non fosse sporca di sangue?

Dopo la notizia del rinvenimento del cadavere, Tchomchoue sarebbe tornato sul posto: lì aveva visto delle persone che facevano foto e riprese video. A quel punto si recava dalla polizia per riferire di quello strano viaggio con il nigeriano.

La condotta del peruviano suscita molte domande: come è possibile che dopo aver aperto una delle due valigie, rinvenendo al suo interno resti umani, non abbia sentito la necessità di denunciare subito l’accaduto? E come avrebbe fatto a stabilire, al buio poiché quasi mezzanotte, che la mano mozzata fosse di una donna? Da fonti investigative si è appreso che i resti delle ragazza dissanguati e lavati con la varechina, fossero irriconoscibili. In questo contesto un particolare risulta avre una sua importanza:  proprio quella sera, per accompagnare Innocent, Tchomchoue abbia utilizzato la macchina di un conoscente e non la propria. Il sospetto è che Innocent si fosse confidato con lui oppure che Tchomchoue avesse intuito qualcosa dalle telefonate di Oseghale.