Home Cronaca Morte Pamela, la seconda autopsia suggerisce due ipotesi

Morte Pamela, la seconda autopsia suggerisce due ipotesi

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Non ha portato ad alcuna ulteriore scoperta significativa la seconda autopsia svolta sui resti smembrati di Pamela Mastropietro. I test si sono protratti per oltre 4 ore questa mattina dalle ore 9:00 fino alle 13:00 passate. Il referto stilato riporta di un sezionamento in parti precise del corpo e della mancanza di altre, come il cuore e parte dei genitali. Per quanto riguarda le cause della morte, si ritiene che possa essere stata una “intossicazione acuta da xenobiotici” avvenuta endovena ad aver ucciso la ragazza. Ma anche una ferita inferta con un’arma da taglio desta parecchi sospetti e potrebbe essere stata letale nella zona inferiore destra del torace. Lo smembramento del corpo di Pamela Mastropietro è avvenuto certamente con grosse armi da taglio che hanno colpito la giovane a testa, bacino, mammelle, monte di venere e torace, oltre che agli arti, tutti divisi in due parti. Poi tutte queste parti sono state sottoposte ad una pulitura approfondita con una sostanza a base di cloro, molto probabilmente della candeggina.

Pamela Mastropietro, due le ipotesi per la sua morte

Infine l’assassino, che potrebbe avere avuto dei complici, li ha rinchiusi nei due trolley lasciati poi in campagna a Pollenza. All’autopsia erano presenti anche i due avvocati difensori di Innocent Oseghale, il 29enne nigeriano arrestato in relazione a questo caso ma che non è stato accusato di omicidio. E che addirittura potrebbe lasciare presto il carcere. A suo carico ci sono le accuse per occultamento e vilipendio di cadavere. Un altro indagato è Desmond Lucky, connazionale di Oseghale e spacciatore di droga come lui; nel caso di quest’ultimo l’accusa è proprio quella di spaccio di droga, in quanto sarebbe stato lui ad aver venduto a Pamela Mastropietro l’eroina che potrebbe aver indotto nella giovane una overdose letale.

S.L.