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Pamela Mastropietro: il nigeriano incastrato anche da un connazionale

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pamela mastropietro
(Facebook)

Ci sono prove gravissime contro Innocent Oseghale, lo spacciatore nigeriano di 29 anni fermato dai carabinieri del comando provinciale di Macerata per l’orrendo omicidio di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa e fatta a pezzi dopo essere fuggita da una comunità di recupero nel maceratese. Ieri il tragico epilogo, con il fermo del nigeriano, accusato del delitto. Il giovane accusato dell’atroce delitto si è difeso, ammettendo di aver seguito la ragazza, ma di averla poi persa di vista. Ha quindi accusato altre persone del delitto, ma contro di lui ci sono prove gravissime.

Innanzitutto, nel suo appartamento sono stati trovati i vestiti sporchi di sangue di Pamela Mastropietro. Inoltre, proprio in via Spalato, dove vive il nigeriano, si perdono le tracce della 18enne. Questa infatti era stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza di una farmacia e anche la farmacista avrebbe confermato di aver riconosciuto Pamela Mastropietro, entrata nell’esercizio commerciale martedì mattina. La 18enne, che era scappata con due trolley dalla comunità di recupero, secondo la ricostruzione avrebbe seguito Innocent Oseghale fino al suo appartamento, dove oltre ai vestiti sporchi è stato trovato anche lo scontrino della farmacia.

Cosa sia accaduto nell’appartamento però non è chiaro: forse la ragazza si è sentita male ed è entrata in overdose, forse ha respinto un tentativo di approccio del nigeriano. Sta di fatto che dopo la sua morte il cadavere è stato fatto a pezzi, lavato e rinchiuso nei trolley con una ferocia inaudita. Successivamente, è stato abbandonato nelle campagne intorno a Pollenza, una manciata di chilometri dal capoluogo. Contro il nigeriano, c’è la testimonianza di un suo connazionale, che si è presentato spontaneamente agli inquirenti, spiegando di aver visto Innocent Oseghale sul luogo del ritrovamento del cadavere l’altra sera. Il nigeriano, con permesso di soggiorno scaduto e precedenti per spaccio, è stato posto in stato di fermo dal sostituto procuratore di Macerata Stefania Ciccioli con l’ipotesi di reato di omicidio.

GM

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