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“Figlia del peccato”, lascia morire la sua neonata di fame

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figlia del peccatoRuby Stephens, ventiseienne statunitense, è stata condannata all’ergastolo senza condizionale per aver fatto morire di fame la piccola Betsey Kee Stephens, bambina nata 22 giorni prima e frutto di un rapporto extra coniugale. Secondo quanto emerso dai verbali del processo, secondo l’accusa la donna aveva deciso di non nutrirla più perché la riteneva la causa dei continui litigi con il marito. L’uomo aveva accettato di farla crescere come figlia sua, ma l’idea che quella bambina fosse nata dal rapporto con un altro uomo lo tormentava e di tanto in tanto questa rabbia repressa sfociava in un furioso litigio con la moglie.

La neonata è morta a Lakeland durante un viaggio in macchina che avrebbe portato la coppia dall’Indiana a Polk County in Florida: i due avevano deciso di passare le vacanze di natale con la famiglia di Ruby. All’insaputa del marito, però, la donna aveva smesso di allattare la bambina che dopo qualche giorno è morta. Ad accorgersene è stato proprio il marito, Roy, che dopo aver constatato che la bambina non respirava ha chiamato immediatamente i soccorsi. I paramedici hanno notato subito che la bambina era deperita ed hanno chiamato la polizia per indagare sul caso. Dalle analisi si è visto che Betsy pesava solo un chilo e ottocento grammi (novecento in meno del suo peso nascita) ed è stato chiaro che la causa della morte fosse la mancanza di nutrimento.

In seguito alla sentenza pronunciata dal tribunale della Florida, il procuratore distrettuale che si è occupato del caso, Brian Haas, ha dichiarato ai media: “Non capirò mai perché questa donna abbia fatto questo alla sua preziosa bambina”, quindi ha aggiunto: “L’intera vita in prigione, senza possibilità di libertà condizionale, è stata una condanna appropriata per lei. Ci siamo rifiutati di accettare di meno”.

F.S.