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I medici le consigliarono l’aborto, madre ha passato il primo Natale col suo bimbo

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Una mamma ha trascorso il Natale di tre settimane fa per la prima volta con il suo bambino nato prematuramente ad inizio 2017, dopo che i medici gli avevano diagnosticato una malformazione polmonare permanente. Yvonne Exell, proveniente dalla città inglese di Hull, era incinta di 20 settimane quando le fu detta questa terribile cosa riguardo al suo bambino Ruben che portava in grembo. Il nascituro era affetto in particolare da alcune malformazioni adenomatose cistiche congenite, chiamate in gergo medico CCAM. Si tratta di una massa benigna di tessuto polmonare creatosi in maniera anomala che colpisce solo un neonato su 10.000 gravidanze e può causare parto prematuro ed aborto spontaneo. “Fu quando andai alla mia scansione alla ventesima settimana che i medici capirono che qualcosa non andava”, dice Yvonne. “Ho dovuto rivolgermi ad un consulente che mi ha sottoposta ad ulteriori analisi e mi ha spiegato cos’è la CCAM. Così Yvonne ha partorito Ruben con tre settimane di anticipo della sua scadenza, nonostante quella massa anormale schiacciasse il polmone sinistro ed il cuoricino del piccino verso la schiena.

Nato prematuro per una malformazione, ora sta bene

“Mi era stata data la possibilità di interrompere la gravidanza in quanto era improbabile che il bambino sarebbe sopravvissuto, ma non avevo dubbi che avrei continuato” dice la donna, che durante la gravidanza ha dovuto sottoporsi ad una insopportabile cura a base di steroidi. Ma a causa della rarità della condizione, nonostante il sostegno di suo marito, Arnie, e dei suoi medici, si sentiva spaesata. “Non avvertivo alcun sostegno in quanto nessuno sapeva cosa fosse. Il mio medico di famiglia e la sua ostetrica non ne avevano idea e il mio consulente aveva visto solo cinque gravidanze interessate da CCAM dal 2005”. Poi la svolta: “Finalmente ha trovato una pagina Facebook che parlava di genitori con bambini colpiti da questa patologia”, svela Yvonne, che è anche madre di Ivan, di 9 anni, e di AJ, di 5. “La maggior parte di queste persone vive in America o in Australia”. Ruben alla nascita era sostanzialmente sano e respirava bene, poi però dopo tre ore dal parto c’erano state delle grosse complicazioni respiratorie tali da richiedere un ricovero in terapia intensiva neonatale.

Altro che aborto, Ruben sta benone

“Era blu – continua la madre – però tutto si è stabilizzato nel giro di due giorni e Ruben ha potuto fare il suo ingresso a casa nostra per la prima volta. Quando sarà cresciuto abbastanza ci sarà un intervento chirurgico al quale dovrà sottoporsi, e nel frattempo andranno svolti dei controlli regolari a cadenza semestrale. Yvonne ha detto: “In uno dei suoi primi controlli pensavamo che avesse un polmone collassato, ma non era così. Continuerà a fare i controlli fino a quando non sarà sufficientemente grande per un intervento chirurgico, in cui gli verrà tolto il lobo inferiore del polmone sinistro. Intanto voglio sensibilizzare la gente sull’esistenza della malattia della quale soffre mio figlio, non bisogna affatto sottovalutarla”.

S.L.