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Pensioni: Camusso, serve norma pro-giovani

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Susanna Camusso ha parlato del nodo pensioni alla trasmissione 1/2 in più su Rai3, specificando come sia nevralgico pensare alle prossime generazioni ogni qualvolta si metterà mano alle norme che riguardano questo tema così scottante e attuale. Ecco le parole della leader della Cgil:

“Respingo questa idea che se facciamo o no l’accordo” sulle pensioni “ne dipendano i destini della sinistra o del partito di maggioranza di governo”. Ospite di 1/2h in più su Rai3, la leader Cgil spiega che “è il partito di maggioranza di governo che deve porsi il problema del rapporto con i temi del lavoro, con i giovani. È per questo che continuiamo a dire al presidente del Consiglio che ci ha detto no a delle cose che non sono oggi nei costi della legge di Bilancio, ma che dicono ‘vogliamo un sistema più equo per i giovani’. È lui che si nega la prospettiva, non noi”.

“Continuo a pensare che si sta perdendo un’occasione” e la proposta del governo sulle pensioni “non va bene perché è un’impostazione che mette una pietra tombale sull’idea di cambiare questo sistema che non va proprio bene”, aggiunge Camusso. La vertenza – precisa la sindacalista – “non è sulle pensioni già in atto” ma “bisogna rendersi conto che le pensioni dei giovani così come sono pensate ora non permetteranno loro di avere un’anzianità serena. Inoltre le donne non sono sufficientemente tutelate”.

“La valutazione della Cgil sulle pensioni dipenderà dalla risposta “su giovani e donne” visto che si tratta di una misura, in particolare quella sui giovani, che “oggi non costa, che costa tra 15 anni”.

“Qualche mese fa al tavolo al ministero del lavoro – ha ricordato – il governo fece una proposta sui giovani che è scomparsa nel nulla. Non si tratta quindi di una richiesta “irrealistica” ma di una “scelta politica”, visto che una misura sui giovani “oggi non costa, costa tra 15 anni”.

La leader Cgil ha anche respinto l’accusa che ”se facciamo o no l’accordo sulle pensioni ne dipendono i destini della sinistra o del partito di maggioranza di governo”. “E’ il partito di maggioranza di governo deve porsi il problema del rapporto coi temi del lavoro, con i giovani. E’ per questo che continuiamo a dire al presidente del Consiglio (…) E’ lui che si nega la prospettiva non noi”.