Home Cronaca Roma, Bambin Gesù: Gemelle siamesi separate e organi stampati in 3D

Roma, Bambin Gesù: Gemelle siamesi separate e organi stampati in 3D

CONDIVIDI
(Web)

A Roma la pediatria infantile è all’avanguardia in tutto il mondo. Ben 5 equipe di medici (40 professionisti in totale) si sono alternate per separare due gemelle siamesi di 17 mesi, unite l’una all’altra dalla nascita per l’addome e il torace. L’operazone si è tenuta all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma ed è durata ben 10 ore. L’intervento è avvenuto l’8 ottobre scorso, ma solo ora che le bimbe hanno superato il momento critico, si è deciso di divulgare la notizia.

I medici che hanno eseguito l’intervento sono stati coordinata da Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento Chirurgico. Per preparare l’intervento sono stati realizzati modelli e stampe 3D delle gemelle. Una speciale procedura ha consentito di dimezzare la durata dell’operazione (in media di 18-20 ore) riducendo il tempo di esposizione delle bambine all’anestesia.

«Ringraziamo di cuore Papa Francesco per la grande opportunità che ci ha dato per le nostre bambine». Lo hanno detto in apertura della conferenza stampa presso il Bambino Gesù i genitori delle gemelline siamesi algerine separate dai medici dell’ospedale pediatrico. Ringraziando il Papa, la mamma delle gemelline siamesi, Amina, ha sottolineato che «Dio è comunque uno. Non esiste – ha detto a margine della conferenza stampa – una questione di religione. Quando si parla di umanità, non c’è differenza tra le religioni».

Ed un ringraziamento al Pontefice arriva anche dal professor Alessandro Inserra, direttore del Dipartimento chirurgico e responsabile dell’intervento: «voglio rivolgere un grazie a ‘papà Francesco’ – ha detto – e questo non è un errore ma ho usato questo termine volutamente, perché il Pontefice ci consente di lavorare in un ambiente che è più come una famiglia che un istituto accademico quale siamo».

Inserra ha anche ringraziato i genitori delle gemelle perché, ha sottolineato, «ci hanno dato fiducia». La «componente umana – ha detto – viene sicuramente prima di qualsiasi attività clinica. Per me – ha concluso – l’emozione più grande è stata vedere le due bambine sorridere dopo l’operazione ed i loro genitori felici».

Nel corso dell’intervento sono state divise le costole e il fegato; ricostruiti lo sterno (prima inesistente) e il diaframma; è stato diviso e ricreato il pericardio con sostanze biologicamente compatibili; sono stati ricostruiti addome e parete toracica. La quantità di pelle necessaria per concludere l’operazione è stata ottenuta inserendo ai lati del tronco delle gemelline, nei mesi precedenti l’intervento di separazione, due espansori cutanei in silicone.