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Regionali Sicilia, M5S: Grillo, Cancelleri, Di Maio e Di Battista scatenati

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Lower House Deputy speaker Luigi Di Maio (R) holds a Five Star Movement (M5S) sign with the leader of M5S Beppe Grillo after being chosen the movement candidate for Prime minister during a party’s congress in Rimini on September 23, 2017. / AFP PHOTO / Alberto PIZZOLI

Per le regionali siciliane è arrivato il momento della resa dei conti, visto che domani gli elettori della più grande isola italiana andranno alle urne per eleggere il nuovo governatore. Ieri il movimento 5 stelle ha fatto il proprio comizio di chiusura della campagna elettorale con tutti i pezzi grossi del partito presenti, a cominciare da Beppe Grillo. Ecco le parti più salienti degli interventi degli oratori:

Grillo: “Siciliani, chi siete? Avete una terra ricca, bella, abete tutto. Avete ricchiezza e povertà e avete corruzione e inquinamento. Non avete avversari: Berlusconi che dice che “riporterà la legalità in Sicilia”, ecco chi l’aveva presa. Dovete solo capire chi siete e chi sono gli altri. Non è un voto politico, questo, toglietevelo dalla testa. E’ un referendum, dovete votare o di qua o di là: di là avete Totò Vasavasa, che ha fatto la sua prigione, sembrava uscito da un centro benessere. Lombardo, non lo conosco ma conosco il genere, l’uomo. C’è una grande crisi morale in questo paese. Sapete perché ci odiano? Perché proiettano su di noi quello che sono loro, per questo ci insultano. Siamo dei dilettanti, e loro ci invidiano. Non so se vinceremo: noi siamo contro questo persone. Posso mai essere uguale a uno come Micciché? Domenica in ballo c’è la scelta tra l’estinzione di un mondo, il loro mondo, e la nascita di un altro mondo”.

Di Maio: “Lo Statuto speciale è una grande opportunità, se usato male fa dabni, ma è come avere dei superpoteri per il bene dei siciliani: domenica in ballo c’è il vostro futuro, si vota sui servizi e i diritti vostri non per far fare carriere all’ennesimo politico. Domenica votate contro l’arroganza della politica, contro il potere della politica. Ma se più gente va a votare, il loro controllo diminuisce. Mi appello a voi: se da qui parte un cambiamento, questo dilagherà ovunque”. Interviene anche Di Battista: “Io ci credo tantissimo, dipende da quando siciliani andranno al voto – dice – gli impresentabili li candidano perché hanno pacchetti di voti. Ho incontratto in un autogrill uno che mi ha detto: “Ti che mi dai in cambio del voto? Sai, Francantonio Genovese mi ha offerto un posto di lavoro”. Capite, Genovese, quello che è stato arrestato perchè si è fottuto i soldi della formazione. Noi non daremo nulla in cambio, se non la libertà. Basta lamentarci, domenica abbiamo la possibilità di partecipare alla vita politica contro anche la manipolazione di un sistema dell’informazione colluso con i partiti. Faremo per prima cosa la legge “800A” sui tagli ai vitalizi e alla spesa. Basta ai Cuffaro, i Lombardo, i Genovese e i Salvini che prima ci chiama terroni e poi toglie il Nord dal simbolo della Lega per prendersi i voti e prenderci in giro. Noi per voi di più non potevamo fare: abbiamo dato l’anima, abbiamo fatto tutto per la Sicilia”.

Cancelleri, candidato governatore: “Dietro Musumeci e il Pd ci sono quelli che hanno umiliato le nostre esistenze, che hanno distrutto questa regione e ci stanno solo consegnando le macerie. Non gli dobbiamo nulla, non gli dovete nulla. Sono preoccupato: gli impresentabili in queste liste non sono solo da criticare perché condannati e arrestati. Ma anche perché hanno i reati che dimostrano poi i danni fatti alla Sicilia. Penso alle truffe sulla formazione, che hanno tolto speranze anche ai giovani disoccupati. Penso a chi ha rubato i soldi per la nostra sanità, per i nostri servizi. Ringrazio i medici e gli infermieri che reggono in piedi la nostra sanità nonostante scelte politiche che hanno provato a distuggerla. Daremo aiuti alle imprese, garantiremo sconti ai turisti che verranno fuori stagione. Abbiamo un programma di 100 pagine, ma si sa: io sono un geometra e ne vado orgoglioso, mi sono sporcato le mani e questa terra, ricordo, l’hanno fatta i lavoratori perbene”.