Home Cronaca Amanda Knox: “Mi manca Meredith, ho il diritto di piangerla anche io”

Amanda Knox: “Mi manca Meredith, ho il diritto di piangerla anche io”

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La vita di Amanda Knox è cambiata per sempre dal primo novembre 2007, quando la sua coinquilina, Meredith Kercher, venne assassinata nella casa di Perugia dove le due ragazze alloggiavano insieme ad un’altra giovane donna. La Knox ha trascorso 3 anni in carcere prima che i vari gradi di giudizio della legge italiana la ritenessero innocente. Ora, a 10 anni dalla scomparsa della Kercher, Amanda Knox ha voluto ricordare la ragazza inglese sul giornale della sua città, il Westside Seattle:

“Dieci anni fa la mia amica veniva violentata e assassinata da un ladro mentre era a casa da sola nell’appartamento che abbiamo condiviso a Perugia, in Italia. Ricordo i momenti passati insieme, fianco a fianco, a leggere, a prendere il sole sulla terrazza, a suonare la chitarra, ma soprattutto rivendica il suo “diritto a piangere l’amica scomparsa”.

“Ricordo l’ultima volta che vidi Meredith mentre si infilava la borsa sulla spalla e mi salutava per poi uscire con i suoi amici britannici”. Poi si è lasciata andare a uno sfogo in cui ha ripercorso la vicenda giudiziaria che scaturì dalla morte dell’amica: “Le mie memorie su Meredith sono sepolte sotto le orribili foto dell’autopsia, gli insulti verbali e le minacce di morte che ho ricevuto (e ancora ricevo), le false accuse, gli anni di carcere che ho sopportato, i processi multipli e i titoli spaventosi”.

“Mi deprime – ha sottolineato Amanda – sapere che il piangerla mi costi critiche per ogni cosa che io oggi dica o non dica. Ma ancora più deprimente è il fatto che Meredith oggi non sia qui, mentre meriterebbe di esserci. Mi manca e le sono grata per il ricordo dei tempi passati insieme”.

Un ricordo di Meredith Kercher ha voluto lasciarlo anche Raffaele Sollecito, che su Twitter ha scritto: “Sono passati dieci anni, eppure niente sembra cambiato. A quest’ora ero felice e spensierato; ad una settimana dalla laurea…”. E ancora: “Progettavo di studiare game development in Irlanda, invece, dopo qualche giorno mi accusarono di un omicidio che neppure sognerei mai”.