Home Cronaca Il Governo toglie il bonus bebè dalla manovra. Famiglie bistrattate

Il Governo toglie il bonus bebè dalla manovra. Famiglie bistrattate

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Il Governo Gentiloni non ha rinnovato il bonus bebè dalla manovra finanziaria. L’assegno di natalità era unanimemente riconosciuto, da destra a sinistra, come uno dei pochi provvedimenti considerati veramente utili presi quando il premier in carica era Renzi. Le famiglie, in questo contesto di crisi economica sempre più nera, vengono quindi sempre declassate, considerando che non c’è e non c’è mai stata in questi ultimi anni un politica che difendesse il sacro e fondamentale ruolo di questa componente della nostra società. Laura Bianconi e Maurizio Lupi, presidenti dei senatori e dei deputati di Alternativa popolare, in un comunicata stampa congiunto, hanno voluto testimoniare la loro contrarietà rispetto alla cancellazione del bonus bebè e alla manovra in generale:

“Certo che una finanziaria così è difficile da votare. A parole tutti difendono la famiglia e sono preoccupati per il calo della natalità. Nei fatti la famiglia la bistrattano e i pochi provvedimenti a suo favore li annullano. Nella legge di bilancio dell’anno scorso con il governo Renzi si era finalmente invertita la rotta e alla famiglia erano stati destinati 600 milioni di euro, dopo il bonus bebè era stato creato anche il bonus per le neo mamme. In quella consegnata al Senato il bonus bebè è sparito. Si regalano soldi a pioggia a destra e a manca, mance e mancette che si potrebbero più prosaicamente definire marchette. Non ci bastano le migliaia di enti inutili già esistenti in Italia, con questa legge di bilancio ne creiamo di nuovi, agenzie varie di cui non si capisce il senso e l’utilità e delle quali non si sente francamente il bisogno”.

“Chiediamo che venga fatta pulizia di questi provvedimenti e che i fondi ad essi destinati vengano integralmente utilizzati per rifinanziare il bonus bebè, per aiutare cioè quei giovani cha hanno il coraggio di fare una famiglia e mettere al mondo dei figli – spiegano Bianconi e Lupi – Ricordiamo bene le dichiarazioni del sottosegretario Boschi alla Conferenza nazionale della famiglia. Disse che la famiglia è la ‘piorità del governo’, parlò di ‘margini stretti’ ma promise ‘un aumento dello stanziamento per le politiche familiari’. Disse che sarebbe arrivato ‘un segnale già nelle legge di bilancio’, si spinse sino a parlare di ‘quoziente familiare e delle misure per contrastare la denatalità e concluse assicurando che ‘il Pd comunque farà del tema del sostegno alle famiglie una bandiera della campagna elettorale’.

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