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Beppe Sala: “Sì moschea e cittadinanza”. Il PD non si arrende sullo Ius Soli

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Il sequestro del bus a San Donato Milanese da parte del senegalese Ousseynou Sy ha rilanciato il dibattito sullo Ius Soli. Beppe Sala, il Sindaco di Milano, ha parlato di un “tema complesso”, attaccando il Vicepremier Matteo Salvini.

Beppe Sala, ius soli - Leggilo

Lo Ius Soli è la carta d’identità della Sinistra. La proposta di legge “era la promessa per i giovani”, secondo l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini. Ma quel voto – approvato alla Camera – e mancato in Senato, fece rimanere a bocca asciutta il PD, Don Ciotti, Avvenire e quanti avevano fondato su di esso le loro aspettative. Di fatto, con lo Ius chi nasce in Italia è automaticamente italiano. Una proposta che ha trovato da sempre la ferma opposizione del Vicepremier Matteo Salvini: “La cittadinanza italiana va meritata, desiderata, maturata”, ha sempre sostenuto il Ministro dell’Interno.

In questi giorni, dopo il sequestro del bus di San Donato Milanese da parte del senegalese con cittadinanza italiana Ousseynou Sy, la questione dello Ius è ritornata alla ribalta, soprattutto grazie al PD. Il Partito Democratico, dicono, sfrutta un fatto di cronaca dove tutti gli elementi sono in gioco e risulta facile parlarne. Da una parte, si discute se togliere o meno la cittadinanza al terrorista che voleva “vendicare i morti in mare”. Dall’altra, se concederla a Ramy e Adam, due bambini stranieri nati in Italia ma, di fatto, non cittadini italiani che hanno allertato le Forze dell’Ordine che hanno contribuito ad evitare una strage.

Su quest’ultima proposta, il Primo Cittadino di Milano Beppe Sala – lo stesso che ha ribadito la necessità di avere in città una moschea per concedere un luogo di culto – si è espresso. Da una parte, Salvini ha fatto sapere che sono in corso tutti gli accertamenti necessari per valutare la posizione di Ramy: “La cittadinanza non va regalata, se vuole cambiare le leggi può farsi eleggere in Parlamento”. Beppe Sala, dal canto suo, non si è tirato fuori dal caos interno al PD per rilanciare lo Ius e ha seguito la scia replicando al Ministro: “Quella di Salvini mi sembra una risposta che non ha senso, è un modo per sfuggire al dibattito che si riattiverà sulla questione della cittadinanza“.

La proposta dello Ius ha infiammato la Giunta Sala, che è tornata all’attacco, come capita spesso, contro il Governo giallo-verde.  L’assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, ha insultato senza mezzi termini Salvini per la risposta data a Raimy: “È un penoso poveraccio, ancora una volta protagonista di un comportamento degno di un bullo. A Milano e nelle altre città servono di nuovo attribuzioni simboliche di cittadinanze ai nostri piccoli e giovani concittadini”, ha detto. Insomma, la Sinistra sta pian piano dirottando un fatto di cronaca per tornare sui propri totem e idee fisse. Beppe Sala, del resto, non poteva che cavalcare l’onda e seguire la scia.

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