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La Sinistra non rinuncia allo Ius Soli

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Si è tanto parlato dello ius soli, la proposta di legge che è stata approvata dalla Camera dei deputati nel 2015 con i voti di PD e della Sinistra e che prevede l’estensione dell’acquisizione della cittadinanza per nascita. A questa è stata affiancata una nuova forma di acquisizione della cittadinanza in seguito al percorso scolastico (ius culturae). Il provvedimento tuttavia non ha passato l’iter al Senato e proprio in questi giorni la battaglia è ripartita.

L’ultima legge relativa alla cittadinanza è del 1992 e dice le cose molto chiaramente: un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano. Un bambino nato da genitori stranieri, anche se nato su territorio italiano, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e dopo aver vissuto ininterrottamente in Italia, ovviamente in maniera legale. Con la nuova proposta invece dice che attraverso lo ius soli puro chi nasce in territorio italiano è automaticamente italiano, come per esempio succede negli Stati Uniti. Con lo ius soli “temperato” chi nasce in Italia da almeno uno dei due genitori che si trova legalmente in Italia da più di 5 anni, diventa italiano.

Secondo Fondazione Leone Moressa su dati ISTAT, al momento in Italia ci sono circa 1 milione e 65mila minori stranieri, molti dei quali figli di genitori già da tempo residenti in Italia o che hanno frequentato almeno un ciclo scolastico. Dopo l’arenarsi della legge in Senato, si è svolta in Commissione affari Costituzionali della Camera dei Deputati la prima seduta dedicata alla proposta di legge firmata dai 14 deputati di Liberi e Uguali per riportare all’attenzione la legge sulla cittadinanza. Quando nel 2015 la legge è passata alla Camera, il Movimento 5 Stelle – allora all’opposizione – non votò “no”, ma si astenne. “Finora il M5s ha svolto il ruolo di servo sciocco di Salvini e delle sue politiche in materia di immigrazione e non solo. Che possa essere proprio lo “Ius soli” il terreno per dimostrare che questo non è vero? Noi li sfidiamo” ha scritto Roberto Speranza, coordinatore Mdp e deputato di Leu.

Per Matteo Salvini, la cittadinanza italiana va meritata, come aveva scritto su Facebook a dicembre 2017: “Grazie alla Lega, legge sullo ius soli affossata: la cittadinanza va desiderata, maturata e meritata, non si regala, né ora, né mai!#primagliitaliani”. Lo scorso giugno aveva anche risposto al calciatore Mario Balotelli che aveva detto di aver ottenuto la cittadinanza italiana solo a 18 anni, nonostante sia nato e cresciuto in Italia: “Caro Mario, lo ‘ius soli‘ non è la priorità mia, né degli italiani. Buon lavoro, e divertiti, dietro al pallone”.