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Fazio vola da Emmanuel Macron: “Parigi è la capitale d’Italia, nel caso non lo sapeste”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:17
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Il conduttore Fabio Fazio ha incontrato il Presidente francese Emmanuel Macron. Ma il suo atteggiamento ha suscitato molte polemiche.

Fabio Fazio vola da Macron - Leggilo

E’ stato annunciato settimane fa l’addio del conduttore Fabio Fazio alla Rai, casa sua ormai da tempo. Che tempo che fa”, pare infatti non essere stato riconfermato nel prossimo palinsesto. E se si vocifera una migrazione del conduttore dalla Rai a La7, al posto di Massimo Giletti che invece farebbe dietro front per tornare da mamma Rai. Fazio aveva anche detto di voler andare via dall’Italia. Ora, abbiamo anche una meta.

Fabio Fazio vola in Francia, dal Presidente Emmanuel Macron, per incontrare – e ripulirgli la faccia – l’amico della Sinistra, da sempre contro il Governo giallo-verde, sostenuto dai suoi compagni del PD insieme a qualche comune italiano che ci ha voltato la faccia, rivolgendola oltralpe. L’incontro tra Fabio Fazio e il Presidente aveva scatenato polemiche fin da quando era stato annunciato. “Sono andato a mie spese”, si è subito giustificato il conduttore che, a quanto pare, ha preso un aereo diretto a Parigi pagandolo di tasca sua, senza pesare sull’azienda.

Giorgia Meloni picchia duro su Fazio e Macron

Il faccia a faccia tra i due è logicamente finito al centro del dibattito politico italiano. Ad accendere nuove polemiche è stata Giorgia Meloni, esponente di Fratelli d’Italia, che negli ultimi giorni pare stia vivendo giorni d’oro, dopo l’approvazione della mozione presentata da FDI per modificare e bloccare il Global Compact, con rifiuto del neocolonialismo francese in Africa. La Meloni si è fatta qualche domanda: “Secondo voi avrà il coraggio di chiedergli conto del neocolonialismo francese in Africa condannato dal Parlamento italiano con la recente mozione di Fratelli d’Italia?”, si è chiesta. Non a caso, della domanda non c’è stata neanche l’ombra. A far scattare l’ira di Giorgia Meloni, però, c’è stata anche una frase del conduttore. “Si dice che Parigi sia la capitale d’Italia anche per quanti sono gli italiani che abitano qui e anche viceversa”, ha detto Fazio. “Servo tra i servi”, ribatte l’esponente di FDI. Che poi ha aggiunto: “Dato che è pagato con milioni di italianissimi euro per dire che l’Italia è una colonia francese, sarebbe bene fosse spedito a farsi stipendiare dai suoi amici d’oltralpe”.

Servo tra i servi, Fazio intervista Macron e dichiara: "Si dice che Parigi sia la capitale d’Italia". Dato che è pagato con milioni di italianissimi euro per dire che l’Italia è una colonia francese, sarebbe bene fosse spedito a farsi stipendiare dai suoi amici d'oltralpe. Che dite?

Pubblicato da Giorgia Meloni su Lunedì 4 marzo 2019

Ma sono stati assenti anche temi importanti, temi che, chiariamoci, avrebbero messo in cattiva luce Macron. Un’intervista che ha tutto il sapore di essere pilotata, esattamente come fa la Rai, dicono; esattamente come fa Fazio con le ospitate dei suoi amici di Sinistra – Roberto Saviano ne è solo un esempio. Nulla di nuovo, dunque, neanche a Parigi. Nessun cenno allo scontro diplomatico tra Parigi e Roma, con il richiamo dell’ambasciatore francese a Roma Christian Masset. Nessun cenno alle incursioni della Gendarmerie francese al confine italiano tra Bardonecchia e Claviere. Nessuna domanda sulla condanna della Cedu – Convenzione europea per i diritti dell’uomo – per il trattamento riservato ai minori richiedenti asilo.

Nessuna goccia che avrebbe potuto far traboccare il vaso, insomma. Diciamo anche che, se Fabio Fazio ha impiegato un’ora e mezza d’aereo per volare oltralpe, di certo non l’ha fatto per tirare acqua al nostro mulino. Tutt’altro. L’obiettivo non era fare chiarezza, né condannare gli schiaffi – palesemente ricevuti – dal Presidente che ci volta la faccia in ogni situazione. L’obiettivo era stringere la mano ad un amico, nonostante sia, e non è una novità, spesso e volentieri il nemico della Patria.

Con toni pacati, Macron ha cercato di fare chiarezza sui rapporti, e ha invitato a superare i malintesi: “Dobbiamo andare oltre, non sono peripezie gravi, anche se ci sono stati affermazioni un po’ eccessive”. Quali? Le sue, forse, quando ci paragonò alla lebbra. L’incontro è finito ben presto in uno spot pro-Europa. “Siamo di fronte a una crisi della democrazia occidentale, c’è bisogno di un’Europa forte”, ha aggiunto il Presidente, “occorre ricostruire un’Europa più unita e più forte. È il cuore della campagna che si apre”. Poi il timido avvertimento: “Alcuni difendono i nazionalismi, ma io mi batterò con forza perché dobbiamo rispettare le identità dei popoli ma costruire un’Europa forte e sovrana”.

Rafforzare l’allenza in Europa, dice Macron

Risuonano alla mente, le parole di qualche giorno fa dell’ex Premier Romano Prodi, che aveva parlato di una maggiore coesione europea da rafforzarsi con una moneta comune – che esiste già – e di un “esercito europeo”. Un’idea medievale che però sembra aver trovato buoni riscontri. E non stupisce neanche, a pensarci, che se per Prodi l’unico a realizzare questa unione doveva essere proprio il PDieri l’elezione del nuovo leader che pare voglia il ritorno dello Ius Soli – a lanciare l’appello sia uno degli amici intimi dell’ex Premier Matteo Renzi. Nessun cenno c’è stato all’accordo di Aquisgrana con la Merkel per riformare l’Europa. E’ vero che Francia e Germania sono due punti per riformare l’Europa, ma è anche vero che, se l’Italia non è d’accordo, l’Europa si blocca, in qualche modo. “Tra Francia e Germania, quando c’è un malinteso, il peggio è possibile, l’Europa non ne guadagna, quindi devo garantire un minimo di concordia con i tedeschi. Francia e Germania dialogano per andare avanti più velocemente in Europa. Ma il dialogo con l’Italia è essenziale“, ha detto Macron.

Nessun paese europeo potrà risolvere i suoi problemi da solo, ma solo cooperando con gli altri”. Anche l’immigrazione va gestita in modo comune, ma spesso “non c’è stata solidarietà da parte dell’Europa. Oggi siamo presi come in una morsa fra l’apertura con tutte le sue virtù e la tentazione alla chiusura, perché il fenomeno migratorio fa paura”. Auspicando a ripensare la relazione con l’Africa, il Presidente ha anche parlato di una politica europea di stabilizzazione e di sviluppo.

E il buon Fabio Fazio annuisce

Questi gli elementi dell’incontro. In tutto questo giro di interessi, nomi, e schieramenti, la presenza di Fabio Fazio si autogiustifica, come a scuola. Non ha potuto fare di meglio, se non presentarsi, evitare le domande scomode, ed annuire con la testa. E se viene da chiedersi, perché sia stato proprio lui il prescelto della Rai per portare a termine il servizio, la risposta è abbastanza scontata. Il simile incontra il suo simile. Tanto più se è previsto, per il 2 maggio, l’incontro con Sergio Mattarella, un altro, dicono, che gioca con l’Italia per farla perdere, facendo il tifo per l’avversario. Anche lì, si parlerà di Europa. Dell’Italia, meglio non parlarne.

Al termine della chiacchierata, Macron  ha guardato la telecamera e ha rivolto direttamente un appello agli italiani: “C’è una storia da fare insieme“, ha detto, “Vedo gli ostacoli, ma credo che tra i nostri Paesi ci sia il cuore, l’amicizia e l’amore; e so che questo cuore ci permetterà di andare al di là degli ostacoli per l’Europa e per no”. Fazio è stato lì come ruolo simbolo, non ha incalzato mai Macron sui temi caldi di scontro. Chissà quanto gli sarà costato il viaggio, con l’unico scopo di fare la bella statuina.

Chiara Feleppa

Fonti: Che tempo che fa, Twitter Giorgia Meloni

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