Covid, 24.036 casi e 297 decessi. Dopo quasi centomila morti, i giudici dicono che i protocolli erano sbagliati

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Sanità Informazione, Radio Radio

Mesi fa, erano esplose numerose polemiche relative alle cure domiciliari per i malati di Covid. Adesso, una sentenza del Tar in merito cambia tutto quanto.

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Getty Images/Antonio Masiello

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 24.036 unità e portano il totale a 3.023.129. Nelle ultime ventiquattro ore 297 morti che fanno salire le vittime a 99.271 e 13.682 guariti che raggiungono quota 2.467.388.

I casi attualmente positivi salgono a 456.470, + 10.031 rispetto a ieri. I ricoverati sono 20374, +217 mentre nelle terapie intensive 2525 assistiti, +50 da ieri

Covid e cure domiciliari: cosa dice il Tar?

Inaccettabile il fatto che le cure domiciliari per i malati di Covid in Italia si limitino ad isolamento e Tachipirina, avevano denunciato i medici italiani mesi fa. Ora, il Tar sembra accogliere la loro protesta con una sentenza che l’avvocato Erich Grimaldi – che segue il caso rappresentando il Comitato per la cura domiciliare del Covid 19 – ha accolto con un solo termine: “Finalmente”. Alleggerire i reparti degli ospedali, letteralmente presi d’assalto in alcune Regioni da malati di Covid che forse potrebbero essere trattati nelle loro case se i medici fossero autorizzati a prescrivere le cure che ritengono più opportune dal punto di vista legale: questo l’obiettivo per cui si battono numerosi dottori italiani che hanno chiesto – ed ottenuto – una revisione del protocollo riguardante le cure domiciliari da parte del Tar.

“Il ricorso è fondato e bisogna far valere il diritto dei medici curanti di prescrivere i farmaci che loro ritengono in coscienza più adeguati ai malati”, è il succo della sentenza del Tar che consente al livello penale una revisione del protocollo per le cure a casa dei malati più lievi. Finora, i medici di famiglia potevano al massimo prescrivere una semplice aspirina, medicinale certamente non molto efficace contro una malattia aggressiva come il Covid: “Finalmente anche il Tribunale Amministrativo ha compreso che lasciare i pazienti senza cure precoci a domicilio è assolutamente inaccettabile“, ha commentato il legale Erich Grimaldi, accogliendo con grande entusiasmo l’accettazione del ricorso. Anche il professor Andrea Stramezzi, medico sostenitore del ricorso, ha accolto positivamente la sentenza: “I fatti ci danno ragione. Molti dei malati di Covid che vengono ricoverati sono pazienti a cui è stato somministrato soltanto il paracetamolo“, commenta il dottore ai microfoni di Radio Radio TV, definendo la decisione del giudice “splendida” e augurandosi pronte revisioni del protocollo incriminato. La battaglia per alleggerire il lavoro dei medici e garantire un funzionamento più fluido di un sistema sanitario sotto grande stress prosegue.

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