Altri 253 morti: reparti pieni e pazienti trasferiti in altre città, Brescia ripiomba nell’incubo

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Ansa, TPI

Il Covid torna ad assediare la città di Brescia, già colpita duramente in occasione della prima ondata e ora teatro di una preoccupante impennata di contagi dovuta alla diffusione delle varianti virali.

Brescia ripiomba nell'incubo Covid
Getty Images/ Michele Lapini

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 20.499 unità e portano il totale a 2.888.923. Nelle ultime ventiquattro ore 253 morti che fanno salire le vittime a 97.227 mentre i guariti  raggiungono quota 2.387.032, + 11.714 da ieri.

I casi attualmente positivi sono 404.664, + 8521 rispetto a ieri. I ricoverati salgono a 18.292, +35 mentre nelle terapie intensive 2194 assistiti, +26 da ieri.

Covid: Brescia ripiomba nell’incubo

L’incubo Covid torna a tormentare Brescia, già pesantemente colpita durante la prima ondata della pandemia, durante la scorsa primavera. I reparti di rianimazione nella città lombarda “sono pieni, qualche paziente è già stato spostato più a Ovest“, ha spiegato all’Ansa Stefano Magnone, anestesista presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e segretario regionale di Anaao-Assomed Lombardia. Magnone racconta che già da un paio di giorni sia arrivata presso le strutture bergamasche – e delle aree limitrofe – la richiesta di preparare letti in vista dell’arrivo di pazienti trasferiti da Brescia. “In pronto soccorso stiamo osservando un lieve aumento di pazienti, ma il peso maggiore è nelle zone al confine con la provincia bresciana“, dice ancora l’anestesista. Una testimonianza diretta che non fa che confermare quanto emerge, drammaticamente, dai numeri sui contagi.

Brescia rappresenta in questo momento l’area più esposta alla circolazione del Covid, davanti a Milano e alla Provincia di Monza-Brianza. Il virus si propaga rapido e sono quasi mille, ad oggi, i cittadini bresciani ricoverati in ospedale: una cifra che corrisponde quasi a un quarto del totale dei ricoveri in Lombardia. Nell’area del bresciano, dove secondo il responsabile regionale della campagna vaccinale Guido Bertolaso “è già arrivata la terza ondata” è stata istituita da due giorni una zona arancione rafforzata. Un incubo che torna ad affacciarsi sulla città: i reparti pieni, le sirene delle autoambulanze che risuonano continuamente, il dolore di una zona che, all’inizio della pandemia, aveva già pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane, con 2.400 morti tra i mesi di Marzo e Aprile 2020. Una situazione aggravata nelle ultime settimane dalla crescita esponenziale dei casi di varianti virali, particolarmente diffusa in tutta la Provincia di Brescia: “E’ una fase molto delicata. I cittadini devono usare la massima attenzione rispettando alle regole fissate dalla nuova zona arancione e all’uso della mascherina“, ripete il sindaco Emilio Del Bono. In generale, sono i dati della Lombardia a destare una certa preoccupazione. I numeri di nuovi positivi continuano a crescere in maniera quotidiana e anche il tasso di positività sta facendo registrare, negli ultimi giorni, un inquietante incremento: ieri il rapporto dei positivi sul totale di tamponi effettuati era dell’8,2%, mentre due giorni fa si era fermato al 6,5%. Percentuali, oltretutto, ben al di sopra della media nazionale attuale.

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