25.853 nuovi casi e 722 morti: Matteo Renzi vuole l’esercito per imporre il vaccino

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Fonti ed evidenze: Ministero della salute, AdnKronos

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi auspica ad una gestione dell’emergenza Covid simile a quella della cancelliera Angela Merkel e non esclude i “metodi forti”.

renzi_vaccino_esercito 25.11.2020 Leggilo.org
Getty Images/Filippo MONTEFORTE

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – salgono di 25.853 unità e portano il totale a 1.480.874. Nelle ultime ventiquattro ore 722 morti che fanno salire il numero complessivo delle vittime a 52.306. Da ieri sono stati eseguiti 230.007 tamponi

I casi attualmente positivi sono 791.697, – 6689 rispetto a ieri. rispetto a ieri I dimessi e i guariti raggiungono quota 637.149 registrando un incremento di 31.819 unità. I ricoverati sono 34.313 , – 264 mentre nelle terapie intensive 3848 assistiti, + 32 rispetto a ieri.

Vaccino anti Covid: Renzi vuole l’esercito

Una gestione dell’emergenza Covid senza esclusione di mezzi quella che propone l’ex Premier – e attuale leader di Italia Viva – Matteo Renzi. Se nei giorni scorsi il Ministro della Salute Roberto Speranza ha lasciato intendere che, qualora gli italiani non dovessero convincersi autonomamente a vaccinarsi, il Governo non esclude l’obbligatorieta, Renzi ci va giù ancora più pesante: ci vuole l’esercito. Intervistato su Rai 3 nel corso della trasmissione Mezz’ora in Più, l’ex Presidente del Consiglio ha dichiarato: “Ci vuole l’esercito per il vaccino. Si pensa che l’esercito serva solo per la movida ma non è così: la guerra non la stiamo facendo allo spritz ma al virus e l’unica arma è il vaccino”. E sulla gestione dell’emergenza del commissario Domenico Arcuri, Renzi ha aggiunto: “Preferirei una gestione dell’emergenza come quella di Angela Merkel che, infatti, ha chiamato l’esercito”.

L’idea di un’imposizione “senza se e senza ma” potrebbe essere stata indotta nell’ex Premier dalla presa di coscienza dello scetticismo di gran parte degli italiani verso il vaccino. I risultati di un recente sondaggio Ipsos hanno fatto emergere che ben 1 italiano su 6 non si vaccinerà quando le prime dosi arriveranno in Italia. Il 16% si è dichiarato contrario al farmaco mentre il 42% si è detto disposto a farlo ma non subito. Timori che potrebbero essere stati accresciuti anche dalle dichiarazioni di alcuni esperti in materia. Il professor Andrea Crisanti, docente di Microbiologia presso l’Università di Padova e sostenitore dei vaccini da sempre, ha sostenuto che prima di sottoporsi a vaccinazione vuole vedere tutti i dati. Ha inoltre specificato che per produrre vaccini sicuri ci vogliono, in media, dai 5 agli 8 anni. Ma anche il professor Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano – anche lui a favore dei vaccini – ha spiegato che il rischio zero non esiste. Pur dichiarando che lo farà già a gennaio. Galli ha tuttavia puntualizzato: “Se mi faccio oggi il vaccino non posso dire con assoluta certezza che tra 10 anni non avrò effetti collaterali”. Ma, nonostante i dubbi degli esperti sulla sicurezza, per Matteo Renzi la soluzione è una: imporre il farmaco.

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