Coronavirus: 10.010 nuovi casi in ventiquattro ore e gli esperti mettono in guardia: “Prepariamoci ad altre pandemie”

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La pandemia di Coronavirus che ha stravolto le nostre vite potrebbe non essere l’ultima che dovremo affrontare secondo gli esperti.

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali – compresi attualmente positivi, morti e guariti – sono 391.611, + 10.010 unità rispetto a ieri Nelle ultime ventiquattro ore 55 morti che portano il totale a 36.427. I tamponi eseguiti da ieri sono 150.377.

I casi attualmente positivi sono 107.312 , + 8046 rispetto a ieri. Le persone dimesse o guarite salgono a 247.872 con un incremento di 1908 unità. I pazienti ricoverati con sintomi salgono a 6178, + 382 rispetto a ieri mentre nelle terapie intensive 638 assistiti, + 52 rispetto a ieri.

Coronavirus: non sarà l’ultima pandemia per l’umanità

Non sarà l’ultima pandemia con queste caratteristiche che stiamo vivendo: l’umanità sarà colpita ancora con la stessa violenza. Forse ancora di più. Dobbiamo, quindi, fare tesoro, adesso, di ciò che stiamo imparando: il SARS-CoV-2 è stato il campanello d’allarme necessario per metterci in riga di fronte alle prossime grandi zoonosi“. Queste – riferisce la Repubblica – le parole dell’immunologo statunitense Bruce Beutler, Nobel per la Medicina nel 2011. Una prospettiva certamente non confortante ma che, almeno, ci mette di fronte alla realtà così com’è e ci invita a non farci cogliere impreparati negli anni che verranno. Ad oggi, infatti, l’Italia, nonostante gli oltre 36mila morti e a mesi di distanza dalla prima ondata di Covid, si trova ancora impreparata sotto molti aspetti: dai posti letto che mancano, alla carenza di medici e infermieri, al mal funzionamento dell’App Immuni che sarebbe dovuta servire per il tracciamento dei casi fino al problema dei tamponi che sono ancora pochi e i cui esiti arrivano solo dopo cinque giorni. Così non va, è evidente.

Secondo il premio Nobel ora è il momento di puntare tutto sull’immunità. Ma non sull’immunità naturale bensì sull’immunità che solo il vaccino – a detta di Beutler -può garantire. “L’immunità innata  non ha memoria e non è selettiva nei confronti degli agenti patogeni, a differenza dell’immunità acquisita che si scatena solo in seguito all’attacco di nuovi virus all’organismo e detta la produzione di anticorpi specifici. Per vincere la battaglia contro il Coronavirus dobbiamo concentrarci sullo studio dell’immunità acquisita per produrre vaccini sicuri al 100%”.

Tuttavia il professor Beutler riconosce che il Covid 19 è un virus mutevole e, proprio per questo subdolo e capace di sfuggire ai vaccini. Eppure lo scienziato non ha dubbi: il vaccino è l’unica via di salvezza e se avesse un budget lo investirebbe interamente sulla produzione di un vaccino piuttosto che sulla produzione di nuove terapie farmacologiche. ” Il vaccino è necessario, perché altre zoonosi come questa attuale – con il salto del virus dall’animale all’uomo – si ripresenteranno in continuazione e non possiamo contare sulle terapie: è necessario fermare l’epidemia sul nascere. Il Covid ci ha posto di fronte a dilemmi epocali. Dovremo imparare tutto ciò che possiamo da questa pandemia e da come la vinceremo”.

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, Ministero della Salute

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