Home Politica Nave Diciotti, il Tribunale dei Ministri: “Salvini ha tutelato l’interesse nazionale”

Nave Diciotti, il Tribunale dei Ministri: “Salvini ha tutelato l’interesse nazionale”

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Parziale epilogo di una storia ridicola che, alla fine, potrebbe concludersi in maniera esemplare: con il crollo di una tesi accusatoria assurda, montata ad arte dal PD e dalla Sinistra contro il Ministro Matteo Salvini, sotto i buoni auspici del Quirinale. Erano tutti diventati strenui difensori dei diritti umani ed esperti costituzionalisti, a Catania e dintorni, pur di difendere una tesi indifendibile.  La nave Diciotti  è diventata l’ennesimo caso di resistenza di una retorica fine a se stessa ed inutile, pronta a creare un caso dal nulla, per visibilità e disperata ricerca di identità.

Ma, ancora una volta, la mossa rischia di essere sbagliata. La storia è quella di un Ministro della Repubblica che si vede indagato per sequestro di persona nel bel mezzo di una crisi diplomatica sulle politiche migratorie della Ue.

L’inchiesta era partita con il pm di Agrigento, Luigi Patronaggio. Gli inizi erano ancora più foschi, con plurime ipotesi di reato ascritte al Ministro, spesso incompatibili. Ma era così bello fare chiasso. Il leader della Lega era stato indagato per sequestro aggravato di persona, sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale. Il motivo? Non aver fatto scendere subito i migranti a bordo della nave Diciotti, salvati in cattive acque proprio dall’unità navale italiana. Ipotesi di reati poco argomentate e comprensibili, dicevamo. E infatti gli ultimi tre reati erano decaduti e restava in piedi il sequestro aggravato di persona. Era molto di meno ma ancora molto. Un bel marchio d’infamia contro un Ministro – non per corruzione ma per un atto eminentemente politico – che ha fatto sorridere l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini e – forse – lo stesso Presidente Mattarella che aveva tentato d’interferire con le decisioni del Governo chiedendo lo sbarco dei migranti.

Gli atti erano stati inviati a Palermo dove si sarebbe dovuto definire il giudizio sul caso da parte del Tribunale dei Ministri.

Ma è arrivato un colpo di scena: il pm Patronaggio e la Procura di Agrigento non sono competenti per giudicare il caso perché la Diciotti è stata fermata quando l’imbarcazione era ancora in acque di competenza catanese. Così la competenza è passata da Palermo a Catania.

Ma ora arriva il vero colpo di scena. Da chi? Dal tribunale dei ministri di Palermo. I giudici scagionano Matteo Salvini. “Nei primi giorni di intervento della nave Diciotti al largo di Lampedusa, per il salvataggio dei 190 migranti che si trovavano a bordo di un barcone proveniente dalla Libia, non sono emersi reati. Fu anzi difeso meritoriamente dalla Guardia costiera l’interesse nazionale“, questa la valutazione che il Tribunale dei Ministri di Palermo ha consegnato nei giorni scorsi alla Procura dello stesso capoluogo siciliano perché trasmettesse gli atti alla corrispondente Procura di Catania. Nessun reato, quindi. Solo difesa dell’Italia.

Secondo il collegio palermitano, presieduto da Fabio Pilato, Filippo Serio e Giuseppe Sidoti, la vicenda Diciotti con a bordo i migranti deve essere analizzata distinguendo due distinti momenti. Il primo, dal 15 al 20 agosto, dove secondo le toghe c’è stato “Solo una attività di pressione diplomatica nei confronti di Malta, perché adempisse i doveri previsti dalle convenzioni internazionali che regolano il salvataggio e l’accoglienza dei flussi migratori. Poi la nave fece uno scalo nei pressi di Lampedusa, dove, con alcune motovedette, furono sbarcati 13 migranti ammalati. Gli altri 177, sempre in quella prima fase, non furono oggetto di alcun reato, men che meno il sequestro di persona, perché nei primi giorni si stava cercando una soluzione diplomatica per l’accoglienza, che poi non fu trovata“. Quindi nessun sequestro di persona, ma solo una crisi diplomatica in attesa di soluzioni tra l’italia e gli altri Paesi Ue.

Arriva poi il secondo periodo, quello fra il 20 al 25 agosto. I magistrati palermitani rimettono qualsiasi riferimento a possibili reati che non individuano, passando la possibilità di valutazione ai colleghi catanesi. In ogni caso sottolineano che “la Guardia Costiera, cercando una soluzione per lo sbarco a Malta, fece l’interesse del Paese al rispetto delle convenzioni da parte dei partner europei”.

Il commento di Matteo Salvini
Quando la nave Diciotti è arrivata nei pressi di Lampedusa, lo scorso agosto, non sono stati commessi reati ma anzi sono stati meritoriamente difesi i confini. Non lo dico io, che per questa vicenda sono incredibilmente accusato di sequestro di persona, ma il tribunale dei ministri di Palermo: la partita giudiziaria non è ancora chiusa, però è un primo passo significativo –  ha afferma il Ministro – In ogni caso, giudici o non giudici, non arretro di un millimetro!“.