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Maurizio Martina contro il Sud: “Sono disonesti”

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Maurizio Martina si è trasformato in Matteo Salvini. In effetti pare che ne voglia imitare anche l’aspetto: si è fatto crescere la barba come il vice premier e sta facendo dei discorsi simili ai suoi. O forse ha cambiato partito? Perché fino a prova contraria è sempre stata la Lega a parlare di Nord che lavora e di Sud scansafatiche. Ora invece – incredibile è dirsi – è proprio il segretario del PD ha parlare di meridione “disonesto”.

martina reddito di cittadinanzaA Otto e Mezzo, Martina, parlando del reddito di cittadinanza tanto voluto dal vice premier Di Maio, ha fatto una “sparata” clamorosa, un errore che non commette più nemmeno Salvini che ha capito che al Sud la Lega sta mangiando i voti all’elettorato di Berlusconi (pertanto non si può parlare di Nord produttivo e di Sud a rimorchio).

Martina invece – probabilmente non sapendo più che pesci pigliare dato che il PD è ai minimi storici e che solo il 5% delle persone nei sondaggi rivoterebbe Matteo Renzi – l’ha fatta grossa: ha in pratica sostenuto che il reddito di cittadinanza al Sud non dovrebbero darlo perché in molti sono “disonesti”. Ecco quello che ha detto: “Nel Sud iniziano già a girare, purtroppo, alcuni ragionamenti pericolosi della serie: “Vado a lavorare in nero, non vado a lavorare a contratto, in chiaro, perché così prendo il reddito di cittadinanza. Io mi preoccupo”. 

Al che la conduttrice Lilli Gruber ha risposto: “Lei pensa che non ci siano abbastanza controlli? Non siamo abbastanza strutturati?” . A parte fare di tutta l’erba un fascio, ma in questo modo il segretario si è posto sullo stesso piano di coloro che ha sempre criticato: fino a ieri la Lega non era il partito che faceva campagne elettorali basate sulla violenza e sui personalismi? Non era quel partito che – citando Maria Elena Boschi – è “maschilista”?

E ora? Non basta inasprire i toni per sapere fare politica e il PD almeno in questo momento storico è un “cadavere” per dirla come la giornalista del Corriere Maria Teresa Meli. Non facciamo che quelli rimasti in vita siano degli zombie, però.