Pregliasco vede una Pasqua con 120 mila casi al giorno. “Una spada di Damocle incombe su di noi”, dice

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Quotidiano

Non buone le previsioni del virologo milanese Fabrizio Pregliasco sulla Pasqua che ci attende. A suo dire il peggio deve ancora venire.

Il Ministero della Salute informa che, nelle ultime ventiquattro ore, i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 30.710 unità. Da ieri 95 morti e 40.300 guariti. I casi attualmente positivi scendono: -8835 rispetto a ieri. I ricoveri segnano +315 e in terapia intensiva +23 assistiti da ieri.

Non si è mai distinto per ottimismo il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano e direttore sanitario dell’istituto ortopedico Galeazzi. Infatti, al contrario dei colleghi Bassetti e Crisanti, Pregliasco non è affatto favorevole all’eliminazione delle misure restrittive già ad aprile. A suo avviso Green Pass e mascherina dovrebbero farci compagnia ancora per un po’.

In vista dalla Pasqua che ci attende tra meno di un mese, il medico non ha risparmiato previsioni dai toni sofoclei: tragici. A suo dire il picco dei contagi di Covid sarà raggiunto proprio intorno al giorno della resurrezione di Gesù Cristo: “Arriveremo a 120mila casi al giorno: un picco che sarà raggiunto per Pasqua. Solo a fine maggio le cose dovrebbero migliorare” – le parole del virologo meneghino. Ma il peggio deve ancora venire perché anche dopo aver raggiunto il picco la situazione resterà grave. Perché con la super contagiosa sottovariante Omicron 2, in autunno avremo un’altra impennata di contagi in quanto l’immunità data dai vaccini – o dal virus – ha una durata limitata. Pertanto anche guariti e vaccinati potranno infettarsi di nuovo.  “Senza contare “la spada di Damocle di una nuova variante” – ha puntualizzato l’esperto. Sulle mascherine al chiuso, Pregliasco non ha dubbi: se le togliamo c’è la possibilità di nuova ondata di contagi tra giugno e luglio.

Completamente diverse le stime del presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Secondo quest’ultimo i contagi, da ora in avanti, andranno a calare a meno che non si verifichi una diffusione del contagio nelle Regioni del nord.  Cartabellotta, infatti, ha sottolineato che questo nuovo rialzo di casi ha riguardato prevalentemente le  Regioni del centro e del sud mentre le grandi regioni del Nord, tra cui Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e in misura minore il Veneto, si sono mantenute con casi sostanzialmente stabili. Distanti da quelle di Pregliasco anche le opinioni del professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive presso il Policlinico San Martino di Genova. A detta dell’infettivologo ligure le mascherine non hanno tutelato dal Covid e vanno rimosse immediatamente: “Per alcuni sembra che l’unica difesa contro il Covid sia rappresentata dall’uso della mascherina al chiuso. Il ministro sa che siamo arrivati a 200.000 contagi al giorno anche con l’obbligo della mascherina?”.

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