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Curiosità

Vitamina D: l’olfatto ti aiuta a capire se hai una carenza

La vitamina D è estremamente importante per il corretto funzionamento del nostro organismo. L’olfatto può farti capire se ne sei carente.

Vitamina D: l’olfatto ti aiuta a capire se ne sei carente (Pixabay)

La vitamina D risulta fondamentale per l’assorbimento del calcio nelle ossa, per l’elasticità dei muscoli e per il corretto funzionamento del cuore. Nonostante sia una vitamina importante per il nostro organismo, la maggior parte delle persone ne è carente. Questo perché – in natura – esistono pochissime fonti. La principale infatti è l’esposizione solare, durante la quale in nostro corpo converte il colesterolo in vitamina D. Ovviamente, rimanere a lungo sotto i raggi solari, comporta anche degli effetti collaterali legati agli UV. A fronte di questo, si può ricorrere all’utilizzo di determinati integratori, opportunamente prescritti dal medico oppure da personale specializzato. Ma come individuare l’eventuale carenza? L’olfatto ci può aiutare.

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Vitamina D e olfatto, esiste una correlazione?

Lo studio risale al 2020 ed è stato pubblicato sulla rivista Nutrients. Fondamentalmente, i ricercatori hanno portato alla luce la correlazione tra perdita di gusto/olfatto e avanzare dell’età. Più gli anni passano infatti, più diventa difficile assorbire la giusta quantità di vitamina D e, a quanto pare, esso rimane uno dei principali fattori di perdita dell’olfatto. Quando diventa grave e percepibile? Al mondo esistono otto principali odori facilmente individualizzabili dall’apparato olfattivo. L’olfatto si considera in perdita quando se ne percepiscono solo sei.

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Tuttavia, alla luce delle informazioni esposte, è possibile rimediare semplicemente attraverso il consumo di opportuni integratori di vitamina D. In ogni caso, è consigliato esporsi alla luce solare per almeno 10-20 minuti al giorno nelle stagioni calde e 2 ore (per quanto possibile) durante il periodo invernale. Dal punto di vista dell’alimentazione, la vitamina D si può trovare in spinaci, cavolo riccio, gombo, semi di soia, fagioli tondini e pesce (principalmente salmone, sardine e così via).

Pubblicato da
Maria Vittoria Ciocci

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