“Siamo stati io e Giuseppe, la bambina è morta”. Ma il giudice chiede l’archiviazione su Denise

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Fonti ed evidenze: Fatto Quotidiano, Gazzetta del Sud

Si è arrivati ad un punto di svolta sulla misteriosa scomparsa di Denise Pipitone nel 2004. Un’intercettazione potrebbe finalmente svelare chi furono i responsabili.

Era il 2004 quando la piccola Denise Pipitone scomparve nel nulla da Mazara del Vallo – Trapani – mentre si trovava al mercato rionale con la nonna. All’epoca la bimba aveva solo 4 anni, oggi sarebbe una ragazza di 21. Dopo diciassette anni di ricerche, indagini, dubbi, grazie ad un’intercettazione si è forse giunti ad un punto di svolta. Lo vuoi sapere cu fu tanno? Io cu Giuseppe» (Vuoi sapere chi è stato quella volta? Io e Giuseppe)“. A pronunciare la frase è stata Anna Corona,  intercettata dai Carabinieri di Trapani lo scorso 25 maggio nell’ambito delle indagini, riaperte in primavera dalla Procura di Marsala. Anna stava parlando  con la figlia Alice a abbassò la voce nel pronunciare quella frase che, dopo quasi vent’anni, potrebbe mettere la parola “fine” sul caso Pipitone. Per le parti civili è possibile che la donna si riferisse al sequestro della bimba.

Il “Giuseppe” di cui parla la Corona non è stato ancora identificato. Ed è proprio su questa intercettazione che si sta facendo leva per evitare l’archiviazione del caso, richiesta dalla Procura di Marsala. L’inchiesta vede coinvolti, oltre alla 58enne Anna Corona, anche la figlia  Jessica Pulizzi, sorellastra della piccola scomparsa, processata per sequestro di minore ma assolta in tutti i gradi di giudizio. Indagate anche altre tre persone: il 53enne mazarese Giuseppe Della Chiave e i coniugi romani Antonella Allegrini, di 63 anni, e Paolo Erba, di 71. Questi ultimi due sono, tuttavia, indagati solo per false dichiarazioni e non per la scomparsa di Denise. L’opposizione alla richiesta di archiviazione, su cui il gip di Marsala sarà chiamato a decidere il prossimo 23 novembre, è stata formulata soltanto per Anna Corona. Stando alle dichiarazioni di una testimone, la Corona avrebbe pronunciato altre frasi che lasciano supporre una qualche responsabilità nella scomparsa della bimba. Corona avrebbe infatti detto: “A picciriddra morse (la bambina è morta)” e ancora: “A Piera le si deve bruciare il cuore”.

 

 

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