Tutti si ricorderanno di Sabrina Misseri, attualmente in carcere a Taranto per l’omicidio della cugina Sarah Scazzi. Ecco come appare oggi la donna, e a cosa si dedica ogni giorno dal carcere.

Sabrina Misseri oggi

Il terribile delitto della giovane Sarah Scazzi è apparso su tutte le pagine dei giornali. Era il 2010 e Avetrana, il paese in provincia di Taranto dove abitava la famiglia, veniva sconvolto dalla notizia dell’omicidio.
Dopo le prime indagini sullo zio di Sarah, Michele Misseri, i sospetti sono ricaduti invece sulla zia Cosima Serrano e sua figlia Sabrina. Entrambe sono state incarcerate e condannate nel 2017.
Negli anni di carcere Sabrina Misseri è molto cambiata: ecco come è diventata e che cosa fa nella cella, che condivide con la madre.

Sarah Scazzi, i colpevoli

L’allarme era partito quando Sarah Scazzi, studentessa al secondo anno della scuola alberghiera, era sparita percorrendo la via che la portava a casa della cugina, a poche centinaia di metri da casa sua. Un vero e proprio mistero circondava la sua scomparsa, mistero che è stato svelato con un triste epilogo: di lì a poco è stato ritrovato il cadavere della ragazza in fondo al pozzo in un terreno di proprietà dello zio Michele Misseri. L’uomo inizialmente sosteneva di essere il colpevole, ma poi ha ritrattato.

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Solo allora le indagini si sono concentrate su Cosima Serrano e Sabrina Misseri, madre e figlia, nonché zia e cugina di Sarah. Tutte e due sono state portate in carcere, e nel 2017 è arrivata per loro la condanna definitiva con sentenza di primo e secondo grado. Entrambe si ritrovano così tutt’oggi a scontare la propria pena nella stessa cella, nella quale dovranno rimanere a vita dato che hanno ricevuto una sentenza d’ergastolo.

Sabrina Misseri, cosa fa oggi

Tutti la ricordiamo con capelli molto scuri e taglio corto a caschetto. Oggi Sabrina appare molto diversa: più scavata in volto e con lunghi capelli che le arrivano fino all’ombelico.

Sabrina Misseri oggi
Sabrina Misseri

Sicuramente il carcere l’ha molto cambiata, lasciandole dei segni indelebili, ma la donna non si è lasciata prendere dalla disperazione e anzi ha deciso di svolgere attività di volontariato all’interno del penitenziario di Taranto.
Sabrina, mentre sconta la sua pena, lavora come sarta percependo la cosiddetta mercede, lo stipendio dei reclusi. Oltre che lavorare, la giovane è anche volontaria per la sartoria istituita nella sezione femminile.
Piccola curiosità: all’inizio dell’emergenza Coronavirus, quando ancora scarseggiavano mascherine, la donna ha confezionato mascherine nella sartoria del penitenziario.

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