Monica Cirinnà, trovati ventiquattromila euro nascosti nella cuccia del cane a Capalbio

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Fatto Quotidiano

E’ mistero sui ventiquattromila euro trovati nella cuccia del cane all’interno della tenuta della senatrice del PD Monica Cirinnà.

Getty Immages/Samantha Zucchi

Un bel bottino quello rinvenuto nella cuccia del cane della senatrice Dem Monica Cirinnà e del marito Esterino Montino, ex senatore anche lui nel  Partito Democratico, ex numero due della Regione Lazio e attuale sindaco di Fiumicino. Ventiquattromila euro incastrati tra le assi in legno della cuccia. Denaro che neanche a dirlo non poteva certo appartenere all’animale ma che non apparteneva neppure ai proprietari i quali erano all’insaputa di tutto. Il ritrovamento è avvenuto per puro caso nella tenuta di famiglia, CapalBio Fattoria: un’enorme azienda vinicola e gastronomica – molto conosciuta e apprezzata in zona e non solo – di proprietà della famiglia di Montino e Cirinnà. A seguirla quotidianamente non sono i due coniugi ma il figlio Fabio.

Il “tesoretto nascosto” è stato rinvenuto da alcuni operai che stavano svolgendo lavori di manutenzione nell’azienda. Nel corso dei lavori, hanno deciso d’ intervenire anche su quella vecchia cuccia, attrezzata tempo addietro per dar riparo a un cane randagio e ai suoi cuccioli ed ecco la sorpresa: incastrati tra le assi in legno alcuni rotoli di banconote. Secondo il marito della senatrice Monica Cirinnà quel denaro proviene da traffici loschi: “I militari  hanno sequestrato il denaro, mio figlio ha firmato la denuncia ma credo che siano il frutto di qualche attività illecita, la refurtiva messa da qualcuno che poi non è mai venuto a riprenderla“- ha dichiarato al Messaggero. Gli investigatori al momento stanno eseguendo tutti i controlli del caso per escludere che possa trattarsi del bottino di qualche rapina in banca o alle Poste o a qualche furgone porta valori. Secondo il marito della senatrice Cirinnà, l’ipotesi più probabile è che quei ventiquattromila euro siano riconducibili ad un giro di spaccio di stupefacenti.

 

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