Covid, positivi 7 infermieri e 15 anziani: avevano già ricevuto le due dosi Pfizer

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Fonti ed evidenze: Ansa, Fanpage

Sette infermieri di un nosocomio del Milanese sono risultati positivi al virus nonostante avessero già ricevuto entrambe le dosi del vaccino Pfizer-BioNTech.

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Getty Immages/Alberto Pizzoli

Un focolaio di Coronavirus all’ospedale di Abbiategrasso, piccolo comune a Sud di Milano. Il nuovo Decreto Draghi – varato il 31 marzo – stabilisce l’obbligo vaccinale per i sanitari e coloro che lavorano nelle residenze per anziani. Pena la sospensione dall’incarico anche fino al 31 dicembre 2021. Ciò che si vuole scongiurare è il rischio che, a causa di alcuni medici, infermieri od operatori no vax, il virus possa essere trasmesso ai pazienti. Il professor Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, ha definito addirittura “traditori” i sanitari che rifiutano il vaccino in quanto metterebbero a rischio la vita di pazienti che si affidano a loro. Eppure, in questo caso, sette infermieri sono risultati positivi al Covid nonostante tutti avessero già ricevuto, a gennaio, entrambe le dosi del vaccino Pfizer-Biontech. Nello specifico sono risultati tutti infettati dalla variante inglese verso la quale i vaccini sembrano avere un’efficacia ridotta.

Due dei sanitari positivi presentano sintomi lievi, mentre gli altri cinque sono asintomatici e hanno scoperto di avere il virus solo grazie al tampone molecolare. Soltanto uno dei sanitari infettati lavorava in un reparto Covid e, dunque, era esposto al rischio quotidianamente. Sulla questione si è espresso il dottor Nicola Mumoli, primario di Medicina degli ospedali di Magenta e Abbiategrasso. Il medico ha ribadito l’importanza di vaccinarsi: “Questo dimostra l’importanza del vaccino perché senza di esso uno degli infermieri sarebbe potuto finire in ospedale. Ora, sette giorni dopo la positività gli infermieri stanno tutti bene”.

Come lo stesso Istituto Superiore della Sanità ha specificato, infatti, la funzione dei vaccini anti Covid è proprio quella di impedire che la malattia non si sviluppi in forma grave pur non garantendo la protezione totale dal rischio di infezione o reinfezione.Nello specifico la Pfizer-BioNTech garantisce, per il suo siero, una protezione al 94,7%: la restante percentuale indica che il contagio, resta, comunque, possibile. In pratica anche dopo il vaccino ci si può infettare o reinfettare e, pertanto, si possono contagiare altre persone. Ma, se si ci si vaccina, si abbatte il rischio di ammalarsi in modo severo. Il dottor Mumoli ha puntualizzato, infatti, che anche dopo la vaccinazione è fondamentale continuare a rispettare le norme anti Covid come distanza sociale e utilizzo della mascherina che, secondo alcuni esperti, potrebbe tenerci compagnia ancora per un paio di anni. Situazione simile a quella dell’ospedale di Abbiategrasso, si è verificata in una casa di riposo di Cremona dove son risultati positivi al Covid ben 15 anziani. Anche in questo caso erano già stati tutti vaccinati tra gennaio e febbraio. La maggior parte sono asintomatici. Per alcuni, invece, è stato necessario il ricovero in ospedale.

 

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