Latina, trentacinquenne ricoverata per trombosi: aveva ricevuto la prima dose di AstraZeneca

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Fonti ed evidenze: Ansa, LatinaToday

Una donna di 35 anni è ricoverata all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina a causa di una trombosi, verificatasi dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

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Lisa Maree Williams/Getty Images/Archivio

Dopo il caso AstraZeneca, che ha visto la sospensione del vaccino prodotto dall’azienda farmaceutica anglo-svedese in molti Paesi europei e, nei giorni successivi, un nuovo via libera da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali, che ne ha confermato affidabilità, efficacia e sicurezza, continuano a verificarsi casi di possibili gravi reazioni avverse alla somministrazione del trattamento. L’ultima notizia arriva da Latina, dove una donna di 35 anni risulta ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Goretti, proprio dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. La somministrazione era avvenuta una settimana prima del ricovero, dovuto a una trombosi, che vede ora la paziente in prognosi riservata. Al pronto soccorso del Santa Maria Goretti è arrivata il 19 marzo, dopo qualche ora è stata trasferita al secondo piano nel reparto di Medicina d’Urgenza. La prognosi è riservata, la 35enne del capoluogo è cosciente ma le sue condizioni non permettono di stare tranquilli. E’ seguita costantemente da un’apposita equipe, presenta problemi seri ad alcuni organi: fegato e reni.

A ridosso della vaccinazione, la donna aveva accusato alcuni lievi sintomi piuttosto diffusi in reazione alla somministrazione – su tutti la febbre – ma il decorso era apparso abbastanza regolare. La situazione è improvvisamente peggiorata a circa una settimana dall’iniezione, quando la donna ha cominciato a soffrire di una forte cefalea che l’ha indotta a contattare l’ospedale. Ora la sua situazione, definita dal personale medico molto seria, è monitorata costantemente; certamente, la dinamica e l’andamento del caso ricorda quanto avvenuto in alcuni Paesi europei prima della sospensione del trattamento realizzato da AstraZeneca.

La Asl Latina ha provveduto a segnalare all’Agenzia Italiana del Farmaco il particolare evento avverso successivo alla somministrazione inviando tutta la documentazione.

Sul rischio di coaguli del sangue dopo la somministrazione di AstraZeneca, qualche giorno fa, uno studio realizzato in Germania avrebbe evidenziato che sarebbe “una reazione immunitaria a provocarli. Si tratta di eventi noti che possono essere curati“. Il gruppo di lavoro del professor Andreas Greinacher dell’ospedale universitario di Greifswald ha riscontrato, nei campioni di sangue, rari casi di trombosi generate dopo la vaccinazione e innescate da un meccanismo simile a una trombocitopenia indotta da eparina (HIT) di tipo 2: “Possiamo dire che molto raramente qualcuno svilupperà questa complicazione ma se capita sappiamo come trattare questi pazienti” hanno chiarito i medici tedeschi.

In questo senso, arrivano invece buone notizie da Taranto, dove un uomo di 43 anni, originario della Sicilia e in servizio per la Guardia di Finanza presso la Sezione Navale del centro pugliese, è stato dimesso dopo un ricovero in ospedale, dovuto ad alcuni malori avvertiti sempre in seguito alla vaccinazione con il farmaco anglo-svedese. L’appuntato era stato ricoverato il 7 marzo e, secondo le dichiarazioni rilasciate dall’Asl tarantina, non sarebbe stato riscontrato in lui alcun evento tromboembolico.

In generale, però, l’effetto psicologico dovuto alla sospensione del vaccino stabilita da diversi Governi europei sta senz’altro producendo una crescente diffidenza nei confronti del vaccino AstraZeneca. Emblematico è l’andamento, particolarmente negativo, della campagna vaccinale nella Regione Marche: “nei centri vaccinali di Macerata e Civitanova Marche, ma credo che la tendenza sia stata la stessa anche a Camerino e San Severino, tra venerdì e sabato hanno risposto alla convocazione soltanto la metà dei cittadini chiamati alla somministrazione“, ha spiegato all’Ansa, direttrice dell’Area Vasta 3 dell’Asur Daniela Corsi. “Sta prevalendo ancora la paura per quanto accaduto nei giorni scorsi. Prosegue regolarmente, invece, la somministrazione di Pfizer“.

 

 

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