Covid, 356 morti. E’ il momento di punire medici ed infermieri che non si vaccinano, dice Matteo Bassetti

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, AGI

Il direttore di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, chiede che il Governo provveda al più presto a fare una legge contro gli infermieri che rifiutano il vaccino anti Covid.

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Getty Immages/Michele Lapini

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 13.314 unità e portano il totale a 2.832.162. Nelle ultime ventiquattro ore 356 morti che fanno salire le vittime a 96.348 e 12.898 guariti che raggiungono quota 2.347.866.

I casi attualmente positivi sono a 387.948, +45 rispetto a ieri. I ricoverati sono 18.295, + 140 mentre nelle terapie intensive 2146 assistiti, + 28 da ieri.

Covid: legge contro i no- vax

Recentemente ben 15 infermieri del nosocomio San Martino di Genova – l’ospedale più grande e rinomato del capoluogo ligure – sono risultati positivi al Covid. Come da disposizione del 2020, se un sanitario – sia egli infermiere, medico o operatore assistenziale – si contagia al lavoro, è da considerarsi infortunio e, pertanto, si ha diritto al risarcimento. Tuttavia i 15 infermieri infettati non avevano voluto vaccinarsi. Per questa ragione l’INAIL è del parere che non si possa considerare infortunio ma semplice malattia e, quindi, i 15 infermieri rischiano di non ricevere alcun risarcimento. Sulla questione è intervenuto il direttore di Malattie infettive del San Martino, l’infettivologo Matteo Bassetti. Bassetti non ha usato mezzi termini: “Io sarei per la posizione che, chi non si vaccina per il Covid, debba essere reso inabile a svolgere le mansioni del lavoro da parte dei medici competenti, o addirittura, che venga messo nella condizione di essere allontanato dal lavoro da una legge nazionale”. 

Il medico lamenta una distanza della politica dal “mondo reale” in quanto – a suo dire – c’era da aspettarselo che parte dei sanitari avrebbero rifiutato il vaccino anti Covid. Per questo il Governo già a ottobre avrebbe dovuto anticipare i no-vax con una legge. Infatti, ad oggi, il vaccino non è obbligatorio nemmeno per chi lavora in ospedale. E questo – secondo Bassetti – mette anche i direttori dei reparti nella condizione di non poter agire, di non poter prendere provvedimenti contro gli infermieri “ribelli”. Inoltre c’è il problema che, in questo momento, gli ospedali – se non vogliono chiudere i reparti – non possono privarsi di personale. Dunque si devono continuare a fare lavorare anche coloro che rifiutano il vaccino. Ma c’è da puntualizzare che, tuttavia, anche chi si vaccina può comunque infettarsi o reinfettarsi con le varianti, come accaduto a Roma dove 12 sanitari, tra  medici e infermieri,  sono risultati positivi al Covid nonostante avessero già ricevuto entrambe le dosi del Pfizer.

Riguardo i 15 infermieri del suo ospedale, positivi al virus, l’infettivologo ha commentato: “Mi pare il minimo che chi decide di non vaccinarsi, se non ci sono ragioni sanitarie, non debba avere diritto al risarcimento per l’infortunio sul lavoro se si ammala di Covid. Non ti vaccini, vai a lavorare, ti contagi, rischi di contagiare dei pazienti e chiedi che ti diano dei soldi? Mi sembra paradossale”. Per Bassetti, vista la situazione del nostro Paese che, oltre ai quasi centomila morti, si trova a dover contare anche tutte le imprese e le attività costrette a chiudere, con gli ospedali al collasso e i ragazzi che non possono andare a scuola, l’unica soluzione è una legge che imponga il vaccino. Lo scienziato ha concluso: “Bisogna fare una legge, specie in un Paese dove si sapeva che il 20-25% del personale sanitario non si sarebbe vaccinato. Lo abbiamo detto in tutte le salse, ma ancora una volta si dimostra quanto la politica sia lontana dalla vita pratica“.

 

 

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