Marta, 31 anni e 4 tumori al cervello, l’Inps rifiuta la pensione di accompagnamento

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Resto del Carlino

Marta Pellizzi, poco più che 30enne, è già stata colpita da quattro neoplasie al cervello. Ma l’Inps non le sta riconoscendo la pensione di accompagnamento.

 

Marta Pellizzi ha solo 31 anni ma la vita le ha già presentato un conto salatissimo: quattro tumori al cervello che le hanno compromesso, in modo irreversibile, la vista. Il minimo che le spetterebbe è la pensione di accompagnamento, dunque. Eppure la ragazza deve lottare con l’Inps per ottenerla. Marta combatte per sopravvivere da quasi quindici anni, dal 2007 per l’esattezza. L’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale presieduto da Pasquale Tridico – al centro di numerose polemiche,  alcuni mesi fa, per il copioso aumento di stipendio – non solo non le dà il dovuto importo per l’accompagnamento ma dal 2011 sta  ritoccando al ribasso la pensione d’invalidità. Nel 2012, il tribunale del lavoro di Bologna ha stabilito che Marta ha diritto all’invalidità al 100% e all’assegno di accompagnamento. Ma, nonostante la pronuncia del Tribunale, la commissione d’ invalidità di Imola – dove la 31enne vive – ha rivisto questo verdetto, limitando la sua indennità al 70%. Forse perché Marta, nonostante le operazioni e la vista perduta, è riuscita a laurearsi e ha iniziato a lavorare nel mondo del marketing. Forse perché, nonostante le quattro neoplasie, le operazioni, la lotta, la stanchezza, non si piange addosso ma nel suo lavoro è brava. Ma essere brava è un merito, non una colpa.

Marta, a questa ingiustizia, ha deciso di non soccombere e si è ribellata via social usando l’hashtag “#IoNonMollo”. Per il momento, tuttavia, ha ottenuto solo una telefonata di scuse del presidente dell’Inps Pasquale Tridico e una email, con la quale la direttrice del settore Invalidità civile Maria Sciarrino, ha informato la ragazza di aver riportato la sua indennità al 100%. Ma niente accompagnamento per la giovane donna con quattro tumori e una possibilità visiva molto limitata. Allora il mondo del web ha deciso di dare il suo supporto a Marta e di combattere insieme a lei questa battaglia.  Alessandro Bassanini su Change.org ha lanciato una petizione che in pochi giorni ha già raggiunto oltre 10 mila firme.

La ragazza, nonostante il temperamento battagliero, è stanca e, soprattutto, si sente abbandonata e presa in giro dalle istituzioni. Lei stessa spiega di aver scritto al presidente della sua Regione, il Dem Stefano Bonaccini, e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma nessuno dei due le ha dato risposta. Al momento lo Stato riconosce alla donna – con, ricordiamo, quattro tumori al cervello e la vista compromessa irreversibilmente – 296 euro per l’invalidità al 100% mentre le vengono negati i 520 euro per l’accompagnamento. La storia di Marta riporta l’attenzione su un problema cruciale: il Covid – su cui tutti siamo particolarmente concentrati da un anno – non ha messo in lockdown i tumori. E tantissime persone, a causa degli ospedali monopolizzati dal virus, rischiano di non riuscire a scoprire in tempo di avere una neoplasia a causa del rinvio degli screening.

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