Rinvio degli esami ai malati di cancro per fare largo ai contagiati Covid: e i morti aumentano

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Il Coronavirus può mietere vittime in diversi modi. In base ad una recente analisi è emerso che i morti per cancro al colon sono aumentati di circa il 12% durante questi mesi di pandemia.

Il Coronavirus che, da gennaio ad oggi, ha completamente stravolto le nostre vite, può uccidere percorrendo diverse strade. Oltre a coloro che contraggono l’infezione virale e muoiono proprio a causa di essa vi sono coloro che decedono in quanto il Covid va ad aggravare patologie gravi pre esistenti nel paziente. Ma vi è poi un terzo modo – spesso sottovalutato – in cui il Covid può uccidere. Si tratta delle” vittime indirette” del virus. Ovvero quei pazienti  a cui non è stata diagnosticata in tempo una patologia grave – come, ad esempio, un tumore – a causa del rinvio degli esami di screening poiché gli ospedali erano saturi a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Secondo uno studio dell’Università di Bologna – riferisce l’Ansa – durante questi mesi in Europa i decessi per tumore al colon sono cresciuti dell’11,9%.  Il cancro del colon-retto è il secondo big-killer in Europa tra le malattie oncologiche: miete circa 170.000 vittime ogni anno solo all’interno dell’Unione  Europea. Il dottor Luigi Ricciardello – che ha guidato il team di ricerca bolognese – ha dichiarato: “La diagnosi precoce del tumore è determinante perché lo rende più facile da trattare e quindi migliora l’esito clinico della malattia. E’ perciò essenziale che i programmi di screening preventivo continuino”.

Gli esperti hanno usato un modello matematico per fare previsioni sugli effetti dei ritardi negli esami indotti dall’emergenza Covid. In base a tale modello è emerso che un ritardo nello screening di 7-12 mesi può portare ad un aumento del 3% delle diagnosi tardive di tumore. La percentuale sale al  7% qualora l’esame subisca un rinvio superiore a un anno. Ma non è tutto. Basandosi sui tassi di sopravvivenza a 5 anni in caso di diagnosi già in fase avanzata, gli studiosi hanno calcolato un aumento significativo dell’11,9% dei decessi per un ritardo di screening superiore a 12 mesi. “Le autorità sanitarie  devono agire con urgenza per riorganizzare le attività per far fronte al Covid ma senza compromettere la diagnosi di altre malattie ad alto impatto” – ha concluso il dottor Ricciardello. Tuttavia, purtroppo, ad oggi la situazione in Italia sembre tutt’altro che pronta a far fronte a questa seconda preoccupante crescita di contagi. In alcune Regioni – come la Campania di Vincenzo De Luca – mancano addirittura  posti letto, medici e infermieri.

La situazione negli Stati Uniti

E la situazione non si presenta migliore nemmeno fuori dall’Unione Europea. Anche negli Stati Uniti – riporta AGI – sono aumentati i decessi che non hanno nulla a che vedere con il Covid. A dirlo è uno studio condotto dai ricercatori della Virginia Commonwealth University e pubblicato sul Journal of the American Medical Association. Lo studio ha mostrato che tra il primo marzo e il primo agosto vi è stato un aumento dei decessi del 20%. Ma solo il 67% del totale era attribuibile al Coronavirus. E’ stato riscontrato un significativo incremento dei decessi per demenza e malattie cardiache. I ricercatori hanno commentato: “Alcune persone che non hanno mai avuto il virus potrebbero essere morte a causa delle interruzioni causate dalla pandemia: persone con emergenze acute, malattie croniche come il diabete che non sono state adeguatamente curate o crisi emotive che hanno portato a overdose o suicidi“.

Secondo gli esperti americani, se si continua di questo passo, i malati di cancro che hanno dovuto interrompere la chemioterapia, le donne che hanno fatto la mammografia in ritardo e in generale le morti legate a esami rimandati e che si sarebbero potute prevenire, potrebbero aumentare nei prossimi anni. A ciò vanno aggiunti  i problemi di salute comportamentale, come i traumi emotivi, che – secondo gli scienziati – potrebbero produrre effetti duraturi sui bambini.

Samanta Airoldi

Fonte: Ansa, AGI

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