15.774 contagi e 507 morti: non raggiungeremo l’immunità di gregge nel 2021

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Fanpage

L’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in guardia: nonostante il vaccino, impossibile raggiungere l’immunità di gregge dal Covid entro la fine del 2021.

oms_immunità_gregge 13.01.2021 Leggilo.org
Getty Images/Tiziana Fabi

I dati del Ministero della Salute ci informano che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono aumentati di 15.774 unità e portano il totale a 2.319.036. Da ieri 507 morti che portano il totale delle vittime a 80.326 e 20.532 guariti che salgono a quota 1.673.936. Da ieri 175.429 tamponi.

I casi attualmente positivi  scendono a 564.774, – 5266 da ieri. Scendono anche i ricoveri che arrivano a 23.525, – 187 mentre nelle terapie intensive 2579 assistiti, – 57 rispetto a ieri.

Covid: scordiamoci l’immunità di gregge

Nonostante la somministrazione di vaccini per il Covid, nel 2021 non si raggiungerà l’immunità di gregge. Già qualche giorno fa la dottoressa Antonella Viola aveva smentito il commissario straordinario Domenico Arcuri sostenendo che, senza un vaccino per gli under 16, sarà impossibile raggiungere una copertura sufficiente che tuteli la popolazione dal Covid. Ma ora adirlo è anche l’Organizzazione mondiale della sanità che sul piatto della bilancia mette anche altri elementi.  L’immunità di gregge si verifica quando una percentuale elevata della popolazione – almeno il 60% a detta degli esperti – diventa immune ad una certa infezione. Questo consente di prevenirne la diffusione. Attualmente diversi Paesi in tutto il mondo si trova nella prima fase della campagna di vaccinazione di massa. Ma non basta. Il vero problema è costituito dai Paesi poveri, quelli che non possono acquistare il vaccino e che, pertanto, non svilupperanno mai l’immunità al Covid e continueranno a diffonderlo.

Il primo fattore che, secondo l’Oms, limiterebbe la possibilità dell’immunità di gregge, infatti, è proprio l’accesso limitato ai vaccini nei Paesi in via di sviluppo. La maggior parte della fornitura mondiale di vaccini è già stata acquistata dai Paesi ricchi. L’iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite nota come “COVAX” – che mira a fornire iniezioni ai Paesi in via di sviluppo – è a corto di vaccini, denaro e aiuto logistico, mentre i Paesi donatori si affrettano a proteggere i propri cittadini.

Tuttavia anche altri fattori influiscono negativamente sul raggiungimento del’obiettivo tanto atteso:  lo scetticismo da parte di molti e la possibilità che si sviluppino varianti virali per le quali i vaccini attualmente disponibili potrebbero risultare inefficaci. Gli scienziati dell’Oms, pertanto, raccomandano di continuare ad adottare misure come mascherina e distanziamento sociale ancora per tutto l’anno. E hanno concluso: “Non torneremo in fretta alla normalità”.

La situazione dei vaccini in Italia

Ad oggi, l’Italia è al primo posto in Europa per numero di vaccinati, e settima nel mondo: hanno già ricevuto il vaccino più di 731.539 persone. Sono state somministrate, secondo i dati riportati dal Ministero della Salute, il 73,6% delle 993.525 dosi consegnate in tutte le Regioni. In numeri assoluti è la Lombardia la Regione dove sono state somministrate più fiale. Ma le Regioni che hanno utilizzato percentualmente più dosi su quelle consegnate sono Valle d’Aosta, Campania e Veneto. Mentre fanalino di coda resta l’Alto Adige dove è molto forte la presenza di no-vax anche tra il personale medico e sanitario. Ed è proprio questo rifiuto da parte non solo dei comuni cittadini ma anche dei sanitari che potrebbe spingere il Governo nella direzione dell’obbligo, se non per tutti ma quantomeno per chi lavora in ospedale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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