Il protagonismo di Conte costa caro al Governo: le ministre renziane si dimettono

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Fonti ed evidenze: SkyTg24, Tpi

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di oggi, ha annunciato le dimissioni di due suoi ministri e un sottosegretario.

 

La conferenza preannunciata per le ore 17.30 è iniziata alle ore 18.10 circa. La puntualità è il “tallone di Achille” che accomuna tanto il Premier Giuseppe Conte quanto l’ex Premier Matteo Renzi che da settimane sembrano sul punto di sfidarsi a duello. Negli ultimi giorni Conte sembrava disposto a tutto pur di evitare nuove elezioni ritenute decisamente inopportune in un Paese dove la terza ondata di Covid sembra dover arrivare da un momento all’altro. Il Primo Ministro – seguito dai Cinque Stelle – pareva disposto ad accettare anche il ritorno della deputata renziana Maria Elena Boschi all’interno del Consiglio dei Ministri.

Per il momento il tanto temuto ritorno alle urne sembra scongiurato. Nella conferenza stampa di oggi, il leader di Italia Viva si è limitato ad annunciare le dimissioni dei due ministri Teresa Bellanova – Agricoltura – ed Elena Bonetti – Famiglia – e del sottosegretario agli Affari Esteri Ivan Scalfarotto. Non sono mancati, tuttavia, attacchi al “protagonismo” del Premier che – a detta dell’ex sindaco di Firenze – avrebbe sovvertito le regole della democrazia e trasformato la politica in uno show: ” La democrazia non è un reality show dove si fanno le veline”– e ha puntualizzato: “Abbiamo fatto nascere questo Governo contro Salvini che chiedeva pieni poteri. Noi non concederemo a nessuno pieni poteri. La democrazia ha delle forme e se le forme non vengon rispettate, allora qualcuno deve avere il coraggio anche per gli altri per dire che il Re è nudo”.

Nessun ribaltone, quindi, almeno per il momento. L’ex primo cittadino fiorentino garantisce che non è sua intenzione fare accordi con una Destra “sovranista e populista” in quanto non è in sintonia con i valori portati avanti dal suo partito, dai suoi ministri e dai suoi elettori. La legislatura – spiega – potrà proseguire anche fino al 2023 purché Conte dimostri di avere un progetto: “Noi siamo i costruttori, prima di costruire vogliamo vedere il progetto“. E garantisce anche il voto di Italia Viva a favore delle norme anti Covid e della legge di Bilancio. Ma continua sulla strada delle richieste verso – o contro – il Presidente del Consiglio dipinto come una prima donna narcisista: ” L’abitudine di governare con i decreti legge che si trasformano in altri decreti legge, l’utilizzo dei messaggi a reti unificate, la spettacolarizzazione della liberazione dei nostri connazionali, rappresentano per noi un vulnus alle regole del gioco. Chiediamo di rispettare le regole democratiche, non ci stiamo a fare i segnaposto”. E nemmeno l’emergenza Covid e la necessità ad agire in modo rapido può giustificare – secondo Renzi – questo modus operandi di scavalcare il Parlamento e  decidere tutto a Palazzo Chigi. Perché – stando alle parole del leader di Italia Viva – è proprio nei momenti di crisi che la democrazia deve essere rispettata. Infine – nel rispondere ad una domanda dei cronisti – Renzi conclude: “Se il Presidente del Consiglio crede di sfidarci in parlamento prendendo qualcuno dei nostri, faccia pure, non mi scandalizzo. Noi siamo pronti”

 

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