La vaccinazione Covid? Uno schifo. Medici dissenzienti finiscono sotto inchiesta

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Fonti ed evidenze: Agi, Tempo

Secondo il Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Filippo Anelli sono circa cento i camici bianchi italiani contrari alle vaccinazioni, “una minoranza rumorosa“. Ma il dottor Amici, di Ardea, attacca: “Non sono un no-vax, ci prendono per dementi“.

Cento medici contro il vaccino, l'Ordine apre un'inchiesta
Filippo Monteforte/Getty Images

Sono circa 100, su un totale di 460 mila, i medici italiani contrari ai vaccini. Ad affermarlo è Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici – Fnomceo – che sottolinea come il dato, frutto di una stima e non di dati certificati, ponga nuovamente al centro del dibattito una questione le cui origini sono in realtà origini decisamente precedenti alle polemiche sulle vaccinazioni anti-Covid.

È un problema che non nasce adesso e ne abbiamo avuto già diversi esempi nel periodo della Lorenzin (ex Ministro della Salute, ndr) e dei vaccini obbligatori per i bambini“, spiega Anelli in un’intervista rilasciata all’agenzia Agi. “Ma è un’esigua minoranza, magari rumorosa, su cui sono in corso le inchieste degli ordini e in qualche caso ci sono già state sanzioni“. Attualmente sono 13 i medici coinvolti in inchieste aperte dall’ordine di Roma, in seguito a segnalazioni secondo le quali i colleghi avrebbero pubblicamente espresso contrarietà nei confronti de vaccini. Dieci di questi casi, è bene chiarirlo, riguardano episodi avvenuti tra il 2018 ed il 2019 e non riferiti, di conseguenza, alla vaccinazione anti-Covid; soltanto tre avrebbero invece espresso pubblicamente la loro contrarietà ai trattamenti recentemente scoperti contro il Coronavirus.

Sul caso si è recentemente pronunciato anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri che, in linea con quanto affermato nei giorni scorsi dal Primario del Sacco di Milano Massimo Galli, si è detto convinto che il personale medico contrario al vaccino abbia, sostanzialmente, “sbagliato lavoro“.

Qualora le inchieste sui singoli medici portassero all’avvio di procedimenti disciplinari, le sanzioni potrebbero essere diverse “caso per caso“, racconta ancora Anelli: “Un conto è esprimere privatamente un’opinione, un conto è fare proselitismo contro i vaccini, che inevitabilmente incide sull’esercizio della professione. Un medico non può turbare il rapporto con il paziente, né mettere in dubbio le libertà scientifiche“, spiega il Presidente di Fnomceo, che si dichiara inoltre “non contrario” all’ipotesi che la vaccinazione anti-Covid venga resa obbligatoria per i camici bianchi, a patto che si trovi “un giusto equilibrio tra la Costituzione, che dice che a nessun cittadino possono essere imposti trattamenti medici, e la situazione contingente“.

Secondo Anelli, infatti, il legittimo diritto di rifiutare un vaccino potrebbe venire meno qualora questa scelta dovesse mettere in crisi la convivenza civile, magari ponendo a rischio la salute pubblica, considerata dalla Costituzione stessa un interesse superiore. “Su questo – conclude Anelli – deve decidere il Parlamento, come successe con i vaccini obbligatori stabiliti dall’allora ministro Lorenzin“. Per quel che riguarda i medici, però, il Presidente di Fnomceo ritiene che vi sia una sorta di obbligo implicitamente derivante dal codice deontologico, che “prevede il dovere di tutelare la salute e l’integrità psico-fisica come bene fondamentale dell’uomo“.

Tra i medici sotto inchiesta figura anche Mariano Amici, di Ardea, segnalato all’Ordine insieme ad altri due colleghi per alcune sue affermazioni contro il trattamento anti-Covid. “Non sono contro i vaccini e non sono un negazionista, anche perché sono 40 anni che li faccio. Ma lo schifo che ho visto sul vaccino anti-Covid… Quello che contesto è la modalità e cerco di spiegare perché sono contro a questa vaccinazione“. Amici, mentre cerca di chiarire di non essere un no-vax, sottolinea come dal suo punto di vista le vaccinazioni non debbano essere effettuate “in maniera indiscriminata, al paziente va spiegato quello che gli viene fatto“.

In particolare, Amici contesta la presentazione mediatica fatta in occasione dell’arrivo in Italia dei vaccini e della prima giornata di somministrazione. Nel corso di una diretta Facebook, il medico finito sotto inchiesta da parte dell’Ordine non ha risparmiato commenti sarcastici e polemici nei confronti della gestione del caso: “Penso che c’hanno preso per dei dementi, una cosa del genere è folklore, che senso ha tutto questo? Per dimostrare cosa?“, si chiede il camice durante la diretta. “Un Governo serio avrebbe dovuto farsi garantire alcuni fatti rispetto al vaccino con una sperimentazione adeguata, il tempo che c’è stato a disposizione non è stato sufficiente per testare l’efficacia e per testarne l’immunità“.

 

 

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