I Dpcm stanno consegnando bar e ristoranti nelle mani della criminalità

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Fonti ed evidenze: La7, Alessandro Di Battista Facebook

Di fronte ad un Paese sempre più in ginocchio a causa della crisi economica innescata dall’emergenza Covid, la criminalità organizzata trova terreno fertile. Per questo è urgente un intervento dello Stato.

La conseguenza indiretta dell’emergenza sanitaria legata al Covid è la crisi economica che sta colpendo l’Italia in maniera davvero molto pesante. Nel secondo trimestre del 2020 sono stati oltre 800.000 mila i posti di lavoro andati perduti. A pagare il prezzo più alto, in questa fase di nuove restrizioni, sono soprattutto alcune categorie come i baristi, i ristoratori, gli albergatori. Bar e ristoranti solo con l’asporto o le consegne a domicilio non riescono a coprire i costi e gli hotel – seppur aperti – risentono dell’assenza di turisti. Ma anche chi gestisce negozi di abbigliamento o accessori o generi ritenuti non essenziali avverte il peso delle nuove chiusure che l’ultimo Dpcm del Premier Giuseppe Conte ha imposto in molte Regioni. La tentazione di vendere subito al miglior offerente prima di essere costretti a dichiarare il fallimento è altissima. Ed è proprio su questa tentazione – che si alimenta di paure e incertezze sul futuro – che la criminalità organizzata trova terreno fertile. “Il Paese sta andando nelle mani della criminalità organizzata finanziaria. Chi sta comprando i bar che stanno fallendo? I ristoranti e gli hotel che stanno fallendo? L’usura galoppa ovunque, si sta mangiando tutto”. Questo il “grido” di Roberto Saviano – giornalista e scrittore, autore dell’ormai celebre Gomorra – nel corso della trasmissione Di Martedì, condotta da Giovanni Floris su La7.  Addirittura – spiega il giornalista – in terre di Mafia, le organizzazioni criminali mediano con l’usura. Lo scrittore si chiede come mai di questo argomento non si parli. Come mai informazioni che arrivano a lui tramite fonti giornalistiche o di Polizia o da parte dai ristoratori stessi che vengono contattati, restino poi nell’ombra, in un angolo come se nn si trattasse di un problema cruciale che tocca l’Italia e l’Europa. “Come è possibile che non ci stia accorgendo di questo? Queste informazioni, così come arrivano a me, come mai non sono oggetto di dibattito centrale?”- prosegue Saviano il quale spiega, nel dettaglio, come viene attuato, nel concreto, questo meccanismo che consente alla criminalità organizzata di prendere sempre più piede: i ristoratori piuttosto che gli albergatori vengono contattati da società con sede a Lussemburgo, Cipro, Andorra. Società di cui i  non hanno mai sentito parlare prima e disposte a pagare subito in cash. Il dettaglio che fa la differenza è che queste società – pronte ad acquistare subito – danno la tranquillità che nulla cambierà, saranno i medesimi ristoratori a continuare a gestire il locale che prima era loro.

La proposta di Alessandro Di Battista

Il problema, tuttavia, non è sfuggito all’ex grillino Alessandro Di Battista, sempre più ai ferri corti con gli alti vertici Cinque Stelle. Di Battista ha lanciato – dal suo profilo Facebook – una proposta dal sapore innovativo e, soprattutto, concreto: la creazione di un Fondo per la prevenzione dell’ usura. In pratica un fondo per aiutare tutti quei piccoli e medi imprenditori o lavoratori autonomi che non riescono ad ootenere un prestito dalle banche che – a suo dire – non stanno facendo abbastanza e che, dunque, rischiano di finire nella trappola degli usurai. Ma come creare questo fondo? Con quali soldi? Con parte del Tfr – trattamento di fine rapporto lavorativo – già maturato dai parlamentari. L’ex  deputato pentastellato spiega: “Attualmente i parlamentari della Repubblica sono 945. Ognuno, al termine del proprio mandato, percepisce una liquidazione di circa 43.000 euro. Questa liquidazione viene maturata dai parlamentari con l’avanzamento della legislatura. Quindi in questo preciso momento ogni parlamentare ha già maturato circa 21.500 euro a testa di TFR. Ogni parlamentare potrebbe donare la metà della propria liquidazione al ‘Fondo di prevenzione dell’usura’, un fondo pensato proprio per sostenere economicamente tutti quei soggetti impossibilitati ad accedere al credito legale e che quindi potrebbero essere a rischio usura”.

 

 

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