“Chiudere le piazze e le vie pubbliche dopo le 21”. Il premier Conte ha deciso di salvare così l’Italia

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Fonti ed evidenze: Il Corriere della Sera, Open, Italia Oggi

Il Premier annuncia i contenuti del nuovo Dpcm. La situazione dell’Italia, uno dei paesi più colpiti dal Coronavirus in Europa, è una tragedia annunciata secondo l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ed il Professor Luca Ricolfi.

Conte GETTY 16 ottobre 2020

 

Da domani i sindaci  possono far chiudere strade e piazze dopo le 21 per evitare assembramenti. I ristoranti potranno restare aperti fino alle 24, ma con un limite: i tavoli non potranno sedersi più di sei persone. I bar dovranno  chiudere alle 18 a meno che non facciano servizio al tavolo e potranno così proseguire l’attività fino a mezzanotte. Ingressi a scuola scaglionati. Palestre e piscine restano aperte ma hanno una settimana di tempo per adeguare i protocolli. Sono gli elementi principali del nuovo Dpcm che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato sera in televisione e che entrerà in vigore alla mezzanotte.

Assembramenti, bar e ristoranti
I sindaci potranno disporre “la chiusura al pubblico, dopo le ore 21.00, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Le attività dei servizi di ristorazione – fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie .  sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21”.

Palestre e sport
Palestre e piscine rimangono aperte ma avranno una settimana di tempo per adeguare i protocolli. L’attività sportiva dilettantistica di base e gli sport di contatto – come calcetto e basket – saranno consentiti solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono quindi sospese gare, le competizioni e le attività amatoriali per gli sport di contatto. I divieti riguardano anche le associazioni e le società dilettantistiche, comprese dunque le scuole per bambini e ragazzi.

Smart working, scuola, bus e metro
Per ridurre le presenza sui mezzi pubblici il 75% dei dei dipendenti pubblici dovrà rimanere in smart working. L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà a svolgersi sul luogo. Tuttavia le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado dovranno incrementare il ricorso alla didattica a distanza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso turni pomeridiani. L’ingresso nelle scuole non avverrà in ogni caso prima delle 9.00. Secondo il Comitato tecnico scientifico un’importante criticità è rappresentata dal trasporto pubblico locale. Tuttavia, prima di limitare la capienza di autobus e metro in maniera più pesante dell’80% attualmente in vigore il Governo vuole  vedere gli effetti di uno smart working potenziato e dello scaglionamento degli ingressi della scuola.

Le critiche degli ultimi giorni 

La seconda ondata tanto temuta dai medici di tutta Europa dunque è qui: sta facendo enormi danni in paesi come Francia e Spagna che segnalano decine di migliaia di casi al giorno e anche in Italia, dove il Coronavirus è tornato prepotentemente a condizionare la vita dei cittadini tramite le nuove restrizioni necessarie per prevenire un ulteriore aumento dei contagi che ormai viaggiano nell’ordine delle migliaia al giorno. Se da un lato il Governo retto dal premier Giuseppe Conte può vantarsi di aver evitato la tragedia umanitaria che si sta ancora consumando in paesi come gli Stati Uniti – che hanno toccato il poco invidiabile record di 62.000 contagi giornalieri, riporta Open – l’India ed il Brasile, dove complessivamente milioni di persone hanno perso la vita, dall’altro si trova comunque al centro di pesanti critiche rivolte da esperti, medici e statistici per le gravi conseguenze economiche e sociali subite dal paese che – purtroppo – potrebbero ancora non essere finite.

La critica più pesante arriva dall’ex Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che si è espresso in modo molto polemico nei confronti dell’operato delle istituzioni per arginare l’aumento di casi in Italia per Coronavirus: “Questa situazione di emergenza dovuta alla seconda ondata di nuovi casi è colpa sia del Governo sia di chi in generale ha gestito l’emergenza. Hanno concesso una ‘tana libera tutti’ in vista dell’estate, hanno perso tempo invece di investire denaro negli ospedali e nella sanità pur avendo tre mesi di tempo per prepararsi ed hanno concentrato le energie su soluzioni di dubbia utilità come l’app Immuni”, attacca Bertolaso che non risparmia pesanti invettive, sottolineando quanto sia inaccettabile la situazione di molti ospedali italiani che non hanno ancora ricevuto i fondi stanziati mesi fa.

L’ex capo della Protezione Civile ha criticato aspramente i ritardi nell’acquisto di materiale e strutture per potenziare gli ospedali italiani – riferisce Il Corriere della Sera – che pure erano stati finanziati: “Il Decreto Legge che permetteva l’acquisto di posti letto e materiali per la sanità è uscito il 18 maggio, i bandi sono cominciati il 2 ottobre. Evidentemente la situazione è stata gestita male da tanta gente che si meriterebbe il lockdown al posto degli italiani che hanno seguito le regole”, si sfoga Bertolaso. Troppe le iniziative che il Governo e i responsabili delle istituzioni avrebbero dovuto prendere per farsi trovare preparati di fronte alla seconda ondata: tra queste, il potenziamento del sistema dei tamponi e dei trasporti pubblici che ora rischiano di diventare un pericoloso focolaio di contagi.

Il Coronavirus in Italia è stato affrontato male, dice Ricolfi

Alle critiche espresse da Bertolaso si uniscono quelle del Professore, analista e sociologo Luca Ricolfi, secondo cui chi pensa che i dati raccolti in tutto il mondo dagli esperti siano incoraggianti dovrebbe rivedere le sue considerazioni: “Se il modello italiano è un esempio vorrei capire come è possibile che su 37 paesi ‘avanzati’ solo quattro hanno avuto un bilancio più drammatico del nostro per quanto riguarda caduta del Pil e numero di casi gravi e morti”, è l’interrogativo che si pone Ricolfi in merito alla situazione in Italia causata dalla pandemia di Coronavirus – riferisce Italia Oggi.

Anche secondo il professore, le istituzioni hanno la grave colpa di non essersi fatte trovare pronte ad un disastro annunciato, una seconda ondata di contagi autunnale prevista dagli esperti già da mesi: “Il problema è che si avverte che qualcosa non va solo quando i contagi smettono di crescere in maniera lineare e salgono esponenzialmente. La colpa è di chi non è stato in grado di triplicare in breve tempo il numero di tamponi, come richiesto da vari medici e dei media che hanno fatto passare questo ‘mito’ del modello italiano“, prosegue lo statistico, spiegando che i dati vanno contestualizzati. Gli unici paesi con più morti per abitanti di noi tra i 37 considerati più all’avanguardia sono Stati Uniti – dove la sanità è privata – Belgio, Regno Unito e Spagna mentre il crollo del Pil italiano è paragonabile solo a quello spagnolo.

“Paragoni con la situazione di altri paesi sono insensati se non vengono contestualizzati i dati: prendiamo la Francia: è normale che i casi siano così tanti in un paese che effettua da mesi il triplo dei nostri test a tampone. Ci siamo adagiati sugli allori e ora ne paghiamo il prezzo”. Ricolfi conferma quanto detto da Bertolaso: troppi ritardi sul potenziamento di Sanità e Trasporti, l’errore di dare troppa libertà ai cittadini durante l’estate e un rientro nelle scuole frettoloso e mal organizzato. In merito all’ipotesi di un secondo lockdown, il professore afferma: “E a che pro? Ormai il danno è fatto. Chiudere di nuovo tutto servirebbe solo a danneggiare ulteriormente la nostra economia”, conclude Ricolfi.

Manfredi Falcetta

Fonte: Il Corriere della Sera, Italia Oggi, Open

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