“Servono nuove chiusure, subito” il PD chiede l’intervento di Conte e delle Regioni

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Fonti ed evidenze: La Repubblica, Rai News, Facebook

Il ministro dei Beni culturali Dem Dario Franceschini si esprime sulla questione Coronavirus in Italia e chiede a al Governo Conte un vertice per inasprire le misure di sicurezza.

Conte Getty

Difficile escludere totalmente un secondo lockdown per il Coronavirus, vista la situazione complicata in cui si trova il nostro paese, soprattutto adesso che il Dem Dario Franceschini, rappresentante della delegazione del suo partito al Governo, ha richiesto al presidente Giuseppe Conte in persona un vertice da tenersi con la massima urgenza. Inutile a dirsi, l’argomento del meeting di emergenza è la gestione delle misure di distanziamento sociale e restrizione per limitare i nuovi casi della pandemia che nelle ultime ore stanno salendo vertiginosamente soprattutto in alcune regioni.

“Ho richiesto personalmente un incontro al Presidente del consiglio che si terrà appena sarà tornato da Bruxelles. Dobbiamo pianificare una strategia sul territorio nazionale”, afferma Franceschini – come riporta La Repubblica – convinto che la situazione sia talmente grave da necessitare un giro di vite sulle misure già in vigore con il nuovo Dpcm e soprattutto un colloquio faccia a faccia tra il premier e i governatori delle Regioni. Tra le misure ipotizzate dal Comitato Tecnico Scientifico ci sono la chiusura delle scuole – con annesso potenziamento della didattica a distanza – e il coprifuoco nel week end, per limitare i contatti tra cittadini che potrebbero aumentare la diffusione del virus. Queste però rimangono al momento soltanto teorie dato che lo stesso Cts ha comunicato: “Non esiste nessun pressing sul Governo. Siamo a disposizione in caso fosse necessario discutere l’adozione di nuove misure” – riporta Rai News.

Per combattere il Coronavirus – secondo il PD – le misure devono essere applicate su tutto il territorio nazionale e la gestione dell’emergenza non può essere lasciata all’iniziativa dei singoli Presidenti di regione: “Comprendo la decisione del presidente De Luca di adottare misure più stringenti in Campania ma dobbiamo sederci ad un tavolo con tutti i suoi colleghi e valutare attentamente la situazione”, ha affermato il Segretario Dem Nicola Zingaretti, esprimendo il suo appoggio per la convocazione del vertice da parte del compagno di partito. E’ dello stesso avviso il Ministro degli affari esteri Luigi Di Maio che su Facebook scrive: “Dobbiamo collaborare strettamente per affrontare l’emergenza, serve un dialogo tra il Governo e le Regioni”.

In questa fase serve massima collaborazione tra le istituzioni, serve dialogo tra maggioranza e opposizioni. No a…

Pubblicato da Luigi Di Maio su Venerdì 16 ottobre 2020

Franceschini richiama Conte sulla chiusura delle scuole

Il Partito Democratico spinge dunque per una chiusura delle scuole, considerate un pericoloso focolaio per nuovi contagi e al centro dell’incontro che si terrà presumibilmente nei prossimi giorni: “Anche i concorsi per insegnanti che si terranno in questi giorni sono un pericolo. Bisognerebbe considerare la possibilità di rimandarli, come è già successo nella fase critica dell’emergenza, mesi fa”, dichiara il Responsabile del PD per la scuola Camilla Sgambato. Ad opporsi a tale misura però è proprio il Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina che – dopo aver fatto della riapertura delle scuole il suo cavallo di battaglia – non vuole assolutamente che si torni alla didattica a distanza: “Chiudere le scuole è una decisione sbagliata, gravissima”, il suo commento pochi giorni fa riguardo la decisione del presidente della Campania Vincenzo De Luca di bloccare le lezioni in tutta la regione.

La pandemia nel paese è in fase acuta in numerosi territori: sono 16 le regioni e 2 le province autonome in cui l’indice Rt supera il valore di 1, considerato dall’Oms come un pericoloso campanello d’allarme che indica la creazione di focolai di infezione. Il record di 8.804 nuovi contagi arriva dopo una serie di tamponi effettuata a tappeto su tutto il territorio nazionale che conta almeno 163.000 test in 24 ore. Di questi contagi, tutta via, pochi sono legati al rientro a scuola degli studenti a detta degli scienziati. Ora, dopo aver lasciato alle singole Regioni molta autonomia nella gestione della crisi, Conte potrebbe decidere di cambiare modus operandi.

Manfredi Falcetta

Fonte: La Repubblica, Rai News, Luigi Di Maio Facebook

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