Mirko e Carla sono marito e moglie, entrambi poliziotti. Quando, in vacanza a Taranto, hanno visto un uomo in difficoltà tra le onde, non ci hanno pensato un attimo: si sono tuffati per portarlo in salvo.

Una giornata normale, di vacanza, come tante. Sembrava essere un giorno qualsiasi, lo scorso 24 settembre, per Mirko Perelli, comandante della polizia ferroviaria di Ferrara, e la moglie Carla Basile, assistente capo della scientifica. Invece, all’improvviso, il destino ha preso per loro una direzione inaspettata, trasformandoli nel giro di pochi istanti in due veri e propri eroi.

Come spiega Il Corriere della Sera, tutto comincia quando, passeggiando sulla spiaggia di Torre Ovo, a Taranto, Carla nota un uomo difficoltà tra le onde. I due non hanno un istante di esitazione e – nonostante Mirko non sappia nuotare – si tuffano immediatamente in mare, seguiti da un altro bagnante, per cercare di soccorrere l’uomo. “Era a una cinquantina di metri dalla riva. Alzava le mani disperatamente, andava su e giù…“, racconta oggi Mirko. “Un po’ camminavo, un po’ nuotavo a modo mio. Non erano tanto le onde a fare paura, quanto la risacca che ti allontanava dalla spiaggia“. Così, con il loro stile magari imperfetto ma efficace, i due coniugi riescono a raggiungere l’uomo, e Perelli lo riporta a riva. Una volta fuori dall’acqua, Mirko nota però che la risacca sta impedendo alla moglie e all’altro bagnante, esausti, di raggiungere la riva. Così torna in acqua per aiutare anche loro e li porta in salvo.

Roberto Zani, questo il nome del bagnante salvato dalla coppia, ha 73 anni, è di Lumezzane e grazie all’intervento di Mirko e Carla è potuto tornare ad abbracciare i suoi cari. A prevalere, spiega la coppia di eroi, è stato lo spirito da poliziotti che da sempre li anima: “Chi ci ha visto ci ha detto che siamo stati folli, che abbiamo rischiato anche noi. Ma in quei momenti agisci d’istinto, vedi che c’è qualcuno in difficoltà e non pensi ad altro, non fai molti calcoli. Siamo poliziotti, abituati a intervenire in situazioni impreviste, altrimenti non faremmo questo mestiere“.

Un gesto che è risultato decisivo per salvare una vita e che, come riporta Il Resto del Carlino, gli è quindi valso il riconoscimento di “Cittadino responsabile” da parte dell’amministrazione comunale di Ferrara, un premio ideato da Don Luigi Ciotti, dell’associazione Libera, destinato ad esaltare tutti quei comportamenti spontanei che possano contribuire a realizzare una società migliore.

Il momento più bello, spiega Mirko, è stato quello in cui Zani ha espresso ai due tutta la sua gratitudine: “È stato un grande onore per noi. Ma il momento più bello è stato lì sulla spiaggia, quando tutto è finito e il signor Zani ci ha abbracciato. È un ricordo che porteremo sempre con noi, che ci fa venire i brividi“.

Una coppia di persone normali, Mirko e Carla: si sono incontrati 21 anni fa al lavoro, alla stazione di Bologna. Dopo due anni il matrimonio e poi la gioia più grande, con l’arrivo delle figlie Veronica, che oggi è diciottenne, e Viviana, di 13 anni. E proprio la più giovane delle figlie era in spiaggia con loro, il giorno in cui i due si sono tuffati in mare per salvare il signor Zani: un grande spavento, per lei, prima di tirare un sospiro di sollievo e dirsi: “Sarebbe stato meglio essere figlia di due salumieri“.

Poliziotti per passione, entrambi lavorano sulla strada: “Non sai mai con chi hai a che fare, una rissa, rapinatori, tossicodipendenti, persone instabili“, dicono. “È una vita di sacrifici, difficilmente a Natale siamo a casa tutti insieme. Le nostre figlie sono orgogliose di noi, ma a volte vorrebbero che facessimo una professione più tranquilla. Noi amiamo il nostro lavoro e non vorremmo fare altro“.

Anche nel tempo libero, Mirko e Carla si impegnano nel sociale: lui è consigliere comunale a Tresigallo, il suo paese, e insieme collaborano con la parrocchia  e la Pro loco, contribuendo al lavoro dell’associazione di volontariato “Amici degli Angeli“. Un’occasione per stare insieme agli amici e, contemporaneamente, fare del bene, spiegano loro.

Lorenzo Palmsciano

Fonte: Il Corriere della Sera, Il Resto del Carlino

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