Il Governo lavora ad un nuovo Dpcm, che potrebbe essere varato nei prossimi giorni, contenente ulteriori limitazioni soprattutto per quanto riguarda feste, bar e ristoranti. Intanto il Ministro Boccia non esclude lo stop agli spostamenti tra le regioni.

La forte accelerazione nella crescita dei contagi da Covid in Italia sta preoccupando non poco il Governo, che è pronto a prendere ulteriori iniziative per tentare di contrastare la diffusione del virus. Allo studio dell’Esecutivo, secondo La Repubblica, ci sarebbe infatti un nuovo Dpcm che potrebbe essere varato in fretta e furia già nei prossimi giorni e che dovrebbe prevedere una forte limitazione delle attività di svago e di socialità. Secondo quanto trapela, infatti, l’idea sarebbe quella di fermare le feste e le serate di svago in gruppo. L’analisi dei dati raccolti fin qui dimostra che situazioni di questo tipo favoriscono la diffusione del coronavirus, e così il Governo vorrebbe correre ai ripari vietando tutte le feste già programmate nei luoghi e nei locali pubblici. Ci sarebbe una deroga per i matrimoni già fissati, ma con il severo limite di indicare una lista di invitati che si mantenga al di sotto della soglia di 10 persone.

Alla bozza di Decreto stanno lavorando il Ministro della Salute Roberto Speranza e quello degli Affari Regionali Francesco Boccia, su indicazioni dell’Istituto superiore di sanità, che ha tracciato la strada da seguire nei giorni scorsi, spiegando che in questa delicata fase è fondamentale evitare “eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati“.
La tensione all’interno della squadra di Governo è palpabile. Oggi si terrà un vertice sull’emergenza inizialmente previsto per la giornata di ieri, ma rimandato in modo da concedere a Speranza qualche ora in più per mettere a punto tutto il pacchetto di misure da adottare. Nel nuovo Dpcm, infatti, potrebbero rientrare anche limitazioni di altro genere, sempre finalizzate al disincentivare fenomeni di aggregazione legati allo svago: dal divieto di somministrazione di alcolici dalle 22 alle 6, al limite di commensali ammessi all’interno dei ristoranti, oltre a limitazioni nella vendita di biglietti per cinema e teatri.
Inoltre, l’Esecutivo riflette su una misura che incentivi le aziende – e soprattutto gli uffici pubblici – a tornare ad applicare per i propri dipendenti un regime di smart working – o, come nella gran parte dei casi è effettivamente avvenuto – di telelavoro.
D’altra parte i contagi sono più che raddoppiati nel giro di appena tre giorni, e l’obiettivo del Ministro della Salute è di intervenire presto, per limitare la diffusione della pandemia prima che la situazione diventi troppo difficile da gestire. Perché di fronte ad una ulteriore crescita e a numeri troppo alti, con il rischio di tornare a mettere in difficoltà i nostri ospedali, l’ultimo scenario rimasto a disposizione sarebbe quello che tutti vogliono evitare: un nuovo lockdown generalizzato.
Il punto è che già in questa fase, dal Governo nulla viene escluso a priori. Le misure sopra elencate rappresentano una strategia di contenimento, ma potrebbero essere solo un primo e misurato passo se l’andamento della curva dovesse confermarsi crescente. Possibile, quindi, che si arrivi anche alla chiusura totale di interi territori: comuni, province o regioni. E’ il caso della Campania, con il Presidente Vincenzo De Luca che ha annunciato ieri l’intenzione di proclamare un lockdown regionale qualora il rapporto tra guariti e nuovi contagi arrivasse al livello di 1 a 5 – soglia non lontana dalla situazione corrente.
E anche la chiusura agli spostamenti tra regioni rimane un’ipotesi tutt’altro che peregrina, come confermava Boccia nella giornata di ieri. Secondo quanto riporta Huffington Post, il Ministro ha spiegato che il Governo per ora “non ha fissato alcuna asticella“, ma nessuna prospettiva è esclusa. L’obiettivo, in questa fase, è potenziare il più possibile i servizi sanitari e lavorare affinché si possano effettuare ovunque test rapidi. Allo stesso tempo l’Esecutiv deve però ragionare sulle eventuali contromisure da prendere: “Le limitazioni di spostamento tra le Regioni non possono essere escluse, non si può escludere nulla in questo momento“, ha affermato il Ministro. “Dobbiamo difendere il lavoro e la salute a tutti i costi. La mobilità tra le regioni deve essere salvaguardata, ma la situazione dovrà essere monitorata giorno per giorno. Appena c’è una spia che si accende bisogna intervenire“.
Lorenzo Palmisciano
Fonte: La Repubblica, Huffington Post

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