Luigi Di Maio, anche l’avversione per Matteo Renzi è acqua passata. L’importante è sopravvivere

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Dopo il recente incontro con l’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, l’ex leader grillino Luigi Di Maio sembra strizzare l’occhio all’ex premier Matteo Renzi nell’intento di creare un partito di moderati.

 

Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un’inversione di rotta dei Cinque Stelle su quasi ognuno dei capisaldi che nel 2018 li fecero volare al 33% dei consensi. Dalle proteste per il ristorante di Montecitorio che – secondo la deputata grillina – doveva restare aperto anche la domenica al corteo di auto blu per scortare il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mendrisio fino al recente episodio avvenuto in aeroporto dove il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha saltato la fila. Ma ora il cambiamento potrebbe essere radicale e minare le fondamenta stesse del Movimento. Da settimane – spiega il Corriere della Sera – l’ex numero uno dei pentastellati Luigi Di Maio, ripete di voler fondare un partito di moderati. Un partito che non guardi più a quei gilet gialli che lui stesso incontrò solo l’anno scorso in Francia insieme all’ex collega Alessandro Di Battista. No: il nuovo partito che Di Maio ha in testa deve guardare all’elettorato attualmente conteso da Forza Italia, da Carlo Calenda e da Italia Viva di Matteo Renzi. Ed è proprio a quest’ultimo infatti che il capo della Farnesina sembra strizzare l’occhio, accomunati dall’accordo su una legge elettorale proporzionale. E, per analoghe ragioni – riferisce Affaritaliani – sembra che l’ex capo pentastellato senta spesso l’ex Premier Gianni Letta il quale avrebbe parlato molto bene di lui con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi: “Mi sa che su Di Maio ci eravamo sbagliati. Quel ragazzo è davvero in gamba”.

Mentre il dialogo con Davide Casaleggio è ormai ridotto a zero, Di Maio – nelle ultime settimane – ha incontrato prima l’ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi e poi la cancelliera tedesca Angela Merkel attualmente alla guida dell’Unione europea per i prossimi sei mesi la quale non ha mancato di tessere le lodi del Ministro degli Esteri complimentandosi per il suo ottimo lavoro.

Fonte: Corriere della Sera, Affaritaliani

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