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Di Maio incontra Draghi in segreto: e ora i fedelissimi di Conte temono il doppio gioco del Ministro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:31
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Il Ministro degli Esteri ha incontrato l’ex Presidente Bce lo scorso 24 giugno. Ma senza avvertire nè Conte nè il suo partito. Si è parlato dei dossier europei, ma i fedelissimi di Conte temono per la tenuta della Maggioranza.

Di Maio incontra Draghi in segreto: esplode il caso nel M5S e nel Governo - Leggilo.org

Il Ministro degli Esteri, ed ex capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio ha incontrato, in gran segreto, l’ex Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi il 24 giugno scorso. L’esclusiva, targata Adnkronos, è stata pubblicata nella giornata di ieri esplodendo come una bomba tra le fila dei parlamentari e dei Ministri grillini. Di Maio ha tenuto tutti all’oscuro – compresi i suoi uomini più fidati – senza nemmeno metterli al corrente giorni dopo l’incontro. Dopo lo scoop dell’agenzia di stampa italiana fonti della Farnesina, in fretta e furia, hanno precisato che si è trattato di: “Consueti incontri istituzionali che il titolare della Farnesina è solito svolgere anche con altre autorità istituzionali. È stato un incontro positivo e proficuo”. Al centro della discussione i dossier europei – Recovery Fund su tutti, ma non il Mes – e le riforme necessarie per il rinnovamento della gestione macroeconomica del Paese in vista dell’autunno. Di Maio avrebbe incontrato Draghi in veste del ruolo svolto negli anni precedenti, anche se al momento l’ex numero uno della Bce non riveste alcun incarico.

La notizia ha agitato le acque del 5 Stelle, come spiega Il Corriere della Sera. Sul piede di guerra l’ala fedelissima al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che teme una manovra di raggiro da parte del Ministro degli Esteri. In particolare i Ministri Stefano Patuanelli, dello Sviluppo Economico, e Alfonso Bonafede, della Giustizia – ovvero gli uomini di punta del partito grillino fedeli al Premier – sono rimasti interdetti dalle modalità dell’incontro. Tutto avvenuto in gran silenzio e in giorni critici per il Governo. La Maggioranza infatti in quei giorni perdeva pezzi, tanto da rischiare di andare sotto a Palazzo Madama. Colpisce, dunque, che mentre i rappresentanti del Governo si adoperassero per salvare il salvabile, Di Maio abbia incontrato il primo potenziale successore di Conte. Malgrado la sua recente defezione da capo politico Di Maio – fino alla nuova nomina – resta l’uomo più influente nel Movimento ed è dunque corretto che, anche in tale veste, si sia presentato all’ex capo della Bce.

Secondo altri invece nell’incontro si sarebbe parlato del successore del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – l’elezione è prevista in Aula nel 2022 – con Di Maio che avrebbe presentato una lista di possibili papabili al ruolo. Perchè a Draghi? Perchè tra Recovery – forse Mes – e altri pacchetti Ue da restituire con gli interessi, l’Europa appoggerà soltanto europeisti convinti alla guida del Paese. E chi meglio di Draghi potrebbe dare informazioni in tal senso. O forse si è parlato di entrambi, con il Capo della Farnesina troppo in difficoltà – su diversi fronti – recatosi da Draghi per essere fulminato sulla via di Damasco. Fa certamente effetto venire a conoscenza di questo incontro: sono ormai lontani i giorni in cui Draghi era il nemico numero uno dei 5 Stelle, il volto e la mente della prepotenza dell’austerity Ue. Le polemiche di queste ore hanno addirittura costretto lo staff di Di Maio ad intervenire – nuovamente – sull’incontro con questa nota: “Siamo sorpresi e dispiaciuti dall’approssimativa ricostruzione di alcuni organi di stampa. Le dietrologie non ci interessano”. E ancora:In qualsiasi altro Paese normale un incontro del genere sarebbe stato accolto positivamente. Invece qui leggiamo di possibili o presunti complotti legati alla malafede di qualcun altro”. Sarà. Ma perchè l’incontro è avvenuto in gran segreto? Al momento nessun commento è arrivato da Palazzo Chigi e dagli alleati di Governo. Insomma Di Maio pensava di rafforzarsi incontrando Draghi ma ha finito per isolarsi ulteriormente. Stavolta dal suo stesso partito. 

 

Fonte: Adnkronos, Il Corriere della Sera

 

 

Adnkronos, Il Corriere della Sera