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Lampedusa: 18 sbarchi in meno di 24 ore, 618 migranti senza destinazione nel silenzio del Viminale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:50
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L’hotspot dell’isola di Lampedusa è strapieno, mentre la nave-quarantena Moby non ha più posti. Il Ministro Lamorgese prende tempo, mentre si cerca di modificare i Decreti Sicurezza prima della fine dell’estate. 

Lampedusa: 18 sbarchi in 24 ore, arrivati 618 migranti nel silenzio del Viminale che non ha soluzioni - Leggilo.org

Nell’arco delle ultime 24 ore sono stati almeno 18 gli sbarchi di navi delle flotte Ong, con un totale di 618 migranti a bordo, presso l’isola di Lampedusa, generalmente il primo approdo sulla rotta che unisce Malta all’Italia.  Come spiega Ansa, un campanello d’allarme per la piccola isola siciliana, dove è un presente un solo hotspot, pieno in ogni ordine di posto ed allestito – a causa dell’emergenza Covid – in modo da poter ospitare l’isolamento obbligatorio di 14 giorni per tutti quelli che arrivano dal Mediterraneo. Nelle prossime ore – a questi sbarchi vanno uniti quelli di una settimana infuocata sul fronte flussi migratori – i migranti saranno dislocati in altri hotpost della Regione, in attesa di un accordo che possa permettere il loro trasferimento in altri Paesi membri Ue, come previsto dagli accordi di Malta. Questo, al momento, il più grande problema per il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese sul questo fronte: molti Paesi si stanno trincerando dietro l’emergenza sanitaria per non ottemperare agli accordi presi. C’è, ad aggravare la situazione, l’atteggiamento di Malta che lavora affinchè le Ong si indirizzino, ogni volta, verso l’Italia.

Sono 267 i migranti tratti in salvo nella prima mattinata di ieri, avvistati nel Mediterraneo dall’aereo Moonbird, appartenente alla Sea Watch, la nave in fermo amministrativo ordinato dalla Guardia Costiera italiana. Di questi 85 saranno trasferiti a Porto Empedocle, ma con la nave-quarantena Moby Zaza occupata su tutti i suoi livelli dai migranti arrivati dalla Ocean Viking, al momento non è ancora arrivata una comunicazione su dove trascorreranno la quarantena. I migranti, attualmente, si trovano sul Molo Favarolo, dove è stato allestito un piccolo campo di primo soccorso. I residenti di Lampedusa – ma anche Porto Empedocle – sono sul piede di guerra: si richiede al Viminale una nuova nave-qaurantena e di rispettare l’ordinanza – emessa dallo stesso Ministero – sui porti chiusi, in quanto non sicuri, a causa della pandemia, tutt’ora in vigore.

Come spiega Il Giornale, nelle ultime ore la Guardia Costiera libica ha chiesto alle Ong di cambiare i loro piani d’intervento nelle acque Sar libiche e internazionali. Le Ong sono ormai di istanza a 13 miglia al largo delle coste di Tripoli e le navi dei trafficanti – denunciano le autorità libiche – partono sapendo e prevedendo un loro intervento, lasciando i migranti in acqua a pochi km dalla loro posizione. Nella notte scorsa, invece, la nave Mezzaluna Rossa, ha denunciato il ribaltamento in mare di un peschereccio al largo delle coste africane: al momento sono stati recuperati 26 cadaveri nelle acque libiche, mentre 30 sono stati recuperati nelle acque tunisine. Mentre quella che è considerata – al netto dei numeri – la stagione di maggior intensità degli sbarchi, il Ministro Lamorgese spinge per la modifica dei Decreti Sicurezza. I provvedimenti voluti dall’ex Capo del Viminale Matteo Salvini, e varati dal Governo Conte I, al momento regolano i flussi e sono stati ampiamente utilizzati dall’attuale Esecutivo del Premier Giuseppe Conte durante il braccio di ferro con Malta per lo sbarco della Ocean Viking.

Lamorgese ha comunicato l’intenzione di andare oltre le modifiche richieste dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in particolar modo sull’abbassamento delle multe previste per le Ong e una rimodulazione del sistema di accoglienza. Il Movimento 5 Stelle, che ha appoggiato i Decreti nella scorsa Legislatura i Decreti, ha già fatto sapere che non se ne discuterà sino a settembre, lasciando dunque i provvedimenti in vigore per tutto l’arco estivo. Il problema degli arrivi non riguarda soltanto il sud: il Deputato leghista Gianni Tonelli, ha chiesto al Governo – in particolar modo al Ministro della Salute Roberto Speranza – di chiarire le normative che regolano l’entrata nel nostro Paese, alla luce anche del blocco imposto per 13 diversi Paesi. Ha spiegato Tonelli: “Come si devono comportare gli operatori che prestano servizio alle frontiere, esempio per tutte quelle ad est, con la Slovenia?”. Questo perchè, ha continuato l’Onorevole, nella lista dei 13 ci sono Macedonia del Nord e Bosnia-Erzegovina. L’ordinanza specifica che le persone provenienti da tutto il mondo dovranno autocertificare il non soggiorno o transito nei 13 Paesi in questione. In tale ambito, l’arrivo alla frontiera italiana attraverso la Slovenia è percorso pressochè obbligato. Ha concluso il parlamentare leghista: “L’ordinanza certifica la totale incompetenza di questo Governo. Ora però l’apparato della sicurezza come deve comportarsi?”. Si attendono nelle prossime ore chiarimenti dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

 

Fonte: Il Giornale, Ansa

Il Giornale, Ansa