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L’ex Ministro della Salute Girolamo Sirchia: “La Sanità è stata distrutta, e ora paghiamo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21
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Girolamo Sirchia, ex Ministro della Salute, ha criticato duramente lo Stato, responsabile dei tagli alla Sanità, parlando dell’emergenza COVID-19.

Sirchia coronavirus - Leggilo

Abbiamo seri problemi a trovare donatori di sangue, stiamo rimandando gli interventi chirurgici e abbiamo difficoltà ad assistere i malati cronici che hanno bisogno costante di trasfusioni”. A parlare è Girolamo Sirchia, ex Ministro della Sanità sotto il governo Berlusconi, intervistato da Libero. Sirchia, una vita col camice bianco, ha dovuto affrontare l’epidemia di Sars nel 2003 e oggi, ad 86 anni, si trova a vivere l’emergenza sanitaria più drammatica del Paese: quella del Coronavirus. L’ex Ministro ha criticato l’influenza negativa di alcuni economisti, accusati di vivere di slogan e formule ma di essere lontani dalla realtà e dalla società.

“L’Italia negli ultimi anni si è messa in mano a dei guru, spesso al servizio della grande finanza internazionale e delle banche”, ha detto sostenendo la necessità dell’Italia di staccarsi dalle disastrose strategie economiche globaliste della UE. In sostanza, la cattiva politica ha ammazzato la sanità pubblica italiana e sta ammazzando tutta l’economia del Paese. Così, ora ci troviamo ad affrontare le conseguenze di scelte scellerate. Durante l’emergenza attuale, la comunicazione è stata pessima.

“Quando arrivò la Sars, io ero il Ministro e facevo una conferenza stampa al giorno. Oggi il ministero della Salute non si è fatto sentire”, ha affermato in un’intervista a ByoBlu. Invece, circa gli sviluppi che avrà il virus: “Siamo in fase espansiva, mi attendo una crescita esponenziale. Non essendoci vaccino, il virus si sconfigge solo con il tempo, quando cambia il clima e ci saranno più guariti. Il caldo è nemico del corona e più immunizzati abbiamo, più difficile che esso circoli”.

Sirchia si è poi scagliato contro il governatore della Toscana, Enrico Rossi, reo di non aver messo in isolamento chi era tornato dalla Cina per seguire il “politicamente corretto”, e contro Nicola Zingaretti, colpevole di aver girato Milano per fare aperitivi. “Ma la politica non c’entra nulla con il virus. Non sanno cosa fanno, e oggi paghiamo noi. I medici, gli infermieri, chi lavora in ospedale”, ha proseguito l’ex Ministro. In prima fila, a parlare e a tenere informata la popolazione, non dovrebbero esserci a suo dire né politici, né la Protezione civile. Sirchia non ha dubbi: ci vogliono i medici.

“Una roba apocalittica”

E in questo scenario, dov’è lo Stato? Non c’è, dice Sirchia: “C’è solo per le tasse, ma quando c’è da proteggere gente che lavora non c’è”. Quanto alle misure attuate dal decreto Conte, certamente bloccare la circolazione delle persone potrebbe rivelarsi efficace. Ma oggi, dice l’ex Ministro, si vedono i risultati dei tagli alla sanità. “Siamo gente senza buon senso. C’è un consumismo bestiale che sta uccidendo il paese. Succede che quando c’è emergenza ti trovi senza armi”, ha proseguito. “Come si fa a pensare che la gente abbia fiducia? Le mascherine mancano, i respiratori mancano. Abbiamo commissionato alla Cina la produzione, ma chi è responsabile di una politica irresponsabile? E’ una roba vergognosa, apocalittica“, ha proseguito.

Concludendo, secondo Girolamo Sirchia gli eventi catastrofici non si possono fronteggiare solo in emergenza, ma vanno predisposte e mantenute delle strategie e delle azioni di contrasto. In questo senso il medico aveva fondato il Centro di Controllo malattie, per studiare l’evolversi delle patologie nel mondo e prepararsi ad affrontare ipotetiche epidemie. Il suo lavoro era predisporre piani di contrasto da attivare in caso d’emergenza e magari di fare contratti che, quando scatta l’allarme, permettano di acquistare quel che serve con un canale prioritario. “Certo sono cose che costano, se tagli la sanità, non te le ritrovi e quando arriva l’emergenza piangi. Se avessimo utilizzato bene i due mesi intercorsi tra la comparsa dell’epidemia in Cina e i primi casi in Italia, forse si poteva ottenere di più in termini di contrasto al COVID-1″, ha concluso.

Fonte: Libero, ByoBlu

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