Coronavirus, fuga di 100 mila persone da Nord a Sud dopo i decreti di Conte. E ora si teme l’onda

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Mentre aumentano le positività nel nostro Paese, il Nord si prepara al picco. Il Sud ha un vantaggio di giorni ma non deve sprecarlo: molto dipenderà dalle misure di contenimento. 

Coronavirus, il Sud si prepara all'epidemia - Leggilo.org

Continua a crescere il numero dei contagi in Italia. Nella giornata di ieri, il bollettino quotidiano diramato da Angelo Borrelli, Capo della Protezione Civile, consultabile sul sito ufficiale, ha comunicato che sono 20.603 le persone positive nel nostro Paese, mentre sono 2.335 i pazienti dichiarati totalmente guariti e 1.809 i decessi. Contro il Covid-19 il nostro Paese sta combattendo una doppia battaglia: da una parte cercare di contenere e spegnere i focolai e dall’altra preparare il Mezzogiorno all’arrivo del virus. La tenuta del Sistema Sanitario Nazionale è sempre più critica e, in questi giorni, tutti gli ospedali d’Italia si stanno attrezzando. In Lombardia, in Veneto e nelle province funestate dal virus da febbraio scorso ci si sta avvicinando al periodo di picco: un’impennata di contagi, derivanti dalle infezioni contratte negli ultimi 15 giorni, che metteranno a durissima prova i presidi ospedalieri. Il Sud deve farsi trovare pronto: da giorni i Governatori delle Regioni meridionali hanno messo in campo misure straordinarie per affrontare l’arrivo massiccio del virus. Ciò che preoccupa sono i posti letto in terapia intensiva, davvero scarsi al Sud, che si rendono necessari per i casi più gravi di Covid-19. E proprio di questo ha parlato il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in un’intervista rilasciata a Il Corriere della Sera. Spiega Brusaferro: “La situazione reale nelle regioni del Sud è che il virus circola, ma c’è ancora un numero contenuto di casi. La grande opportunità rispetto a quanto successo al Nord e che si riesca a evitare l’esplosione di contagi grazie ai comportamenti di distanziamento sociale”.

La Lombardia si è trovata impreparata, purtroppo, all’arrivo dell’infezione. Il Sud ha avuto il tempo a disposizione per capire quanto grave sia il Covid-19 e quanti danni possa comportare. Ma oltre alla preparazione dei presidi ospedalieri fondamentale sarà il comportamento dei cittadini: se le disposizioni previste dal Decreto Emergenza emanato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte saranno rispettate, si potrà affrontare l’emergenza e si potranno evitare enormi focolai. E, proprio a tal proposito, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha chiesto al Governo misure più rigorose, sposando la linea dei colleghi Governatori Attilio Fontana e Luca Zaia, finanche chiedendo il pattugliamento dei quartieri da parte dell’esercito. Misure, che sono state anche richieste, come scrive sullo stesso Corsera Alessandro Trocino, dalla Governatrice della Calabria Jole Santelli e dal Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

I Governatori del Sud sono stati molto critici con il Premier Conte per la fuga di notizia che provocò, nel weekend tra il 7 e l’8 marzo, la fuga dal Nord di migliaia di cittadini che si riversarono al Sud. Continua Brusaferro: “Non abbiamo dati certi di quanti siano rientrati, però certamente in tanti possono potenzialmente portare il virus. Serve responsabilità. altrimenti il sistema sanitario non ce la fa ad assistere tutti. Queste regole di prevenzione sono il cuore della sfida”. Conclude il Presidente dell’ISS: “Il ministero della Salute ha già dato indicazioni alle regioni di aumentare i posti letto sub-intensivi e intensivi. Stiamo dando come Paese e come SSN una dimostrazione di grande forza e di capacità di adattamento”. E infine: “La scommessa è che si riescano a ‘modificare le curve’ riducendo i contagi, consentendo anche a tutto il Sud di affrontare i casi che si presenteranno. C’è una luce in fondo al tunnel, dobbiamo agire insieme”. Sono proprio quei ritorni a far tremare. Come spiega Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, che chiama il ritorno al Sud di tantissimi cittadini “Grande Onda”, questo comportamento irresponsabile potrebbe causare il collasso in breve tempo dei presidi ospedalieri, rendendo praticamente vani gli sforzi effettuati sino ad ora: “Sono 20.000 i pugliesi autodenunciatisi, ma almeno 30.000 ne sono rientrati. Siamo in grado di gestire fino a 2.000 contagi e 200 persone in rianimazione. Teniamo solo fino a lì”.

Come spiega il Professor Pier Luigi Lopalco, virologo, nominato proprio da Emiliano Capo del Coordinamento Regionale pugliese per l’emergenza Covid-19, la partita si gioca sul tempo: “Tra Nord e Sud c’è un intervallo di una manciata di giorni. Noi speriamo che l’ondata arrivi qui quando al Nord si è già allentata la morsa. Se si liberano risorse al Nord, possono essere spostate al Sud”. In Sicilia sono tornate quasi 31.000 persone, un numero enorme che potrebbe portare gli arrivi in tutto il Sud, ad una cifra vicina alle 100.000 persone. E mentre il Presidente Emiliano frena sugli arrivi dei militari, in nome dei diritti alle libertà, in una regione che ha 15.000 unità di personale ospedaliero in meno dell’Emilia-Romagna, pur avendo lo stesso numero di abitanti, il Professor Lopalco chiosa: “A fare la differenza sono i comportamenti delle persone certo, ma conta il sistema complessivo da cui si parte”.

 

Fonte: Dati Ufficiali Protezione Civile, Il Corriere della Sera

 

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