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“Un giorno in Pretura”, va in onda la difesa della famiglia Ciontoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57
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Al via la nuova stagione di “Un giorno in Pretura”, il programma su Rai3 che porta direttamente il telespettatore all’interno di un’aula di Tribunale. La storia che ha dato il via alla nuova edizione è stata quella legata all’omicidio di Marco Vannini. 

petrelluzzi difende Ciontoli - Leggilo

Il caso mediatico scoppiato intorno all’omicidio di Marco Vannini tiene banco ormai da mesi. Tv, giornali, media: l’impatto che la sentenza ha avuto agli occhi dell’opinione pubblica è stato fortissimo, così come forti sono state le condanne – solo morali, a quanto pare – inflitte alla famiglia Ciontoli. Una famiglia che di famiglia ha poco se non il fatto di provare a coprirsi a vicenda. Lui, Antonio Ciontoli, ha sparato “per sbaglio” a Marco Vannini, fidanzato della figlia Martina, mentre era nella vasca da bagno. Voleva mostrare, per scherzo, le pistole. Così è partito un colpo. E poi la storia è trita e ritrita, drammaticamente. Due chiamate al Pronto Soccorso, in sottofondo le grida strazianti di Marco. Poi la scusa del pettine, e il mare di menzogne che si sono succedute in quelle ore nella villetta di Ladispoli.

La prima puntata di “Un giorno in Pretura ha ripercorso le tappe. 14 anni in primo grado, poi lo sconto di pena in appello, e infine la condanna a 5 anni di carcere per omicidio volontario a carico di Ciontoli. La moglie Maria Pezzillo e i due figli, Martina e Federico, che avrebbero ritardato volontariamente l’arrivo dei soccorsi, sono stati invece condannati a 3 anni e infine ad 1. Nei filmati si ripercorrono le ore di quella sera attraverso il racconto, direttamente dall’Aula di Tribunale, di Antonio Ciontoli e dei suoi figli. E in effetti diverse cose sembrano non tornare. Ma la linea della trasmissione è stata stranamente assolutistica nei confronti della famiglia, contrariamente all’orientamento tenuto da altri programmi quali “Quarto Grado” o “Le Iene“.

Sui social sono impazzate le polemiche su Roberta Petrelluzzi, la conduttrice, che ha tenuto per tutto l’episodio una linea difensiva verso i Ciontoli, così come aveva fatto qualche giorno fa con un post sul suo profilo Facebook. A fine episodio, la Petrelluzzi ha poi ribadito il concetto, pur con parole diverse: “Noi crediamo però che solo le vittime, spinte dalla propria disperazione, hanno il diritto alla protesta, anche a quella più rumorosa. Crediamo anche che il troppo clamore spinge tutti a radicalizzare il proprio convincimento e non contribuisce a fare giustizia”.

Un attacco, quindi, al giudizio dell’opinione pubblica che pende dalla parte dell’accusa. “Vergogna, omettete le cose“, questo uno dei tanti commenti lasciati sul profilo social della trasmissione. E c’è anche chi pensa ad una strategia per fare audience, visti i cali di ascolti delle scorse edizioni. Di fatto, comunque, la partenza non è stata delle migliori e il nome di Franca Leosini impazza sui social. Che la Petrelluzzi sia presto sostituita? Staremo a vedere.

La sentenza d'Appello – Un Giorno in Pretura

“Noi crediamo però che solo le vittime, spinte dalla propria disperazione, hanno il diritto alla protesta, anche a quella più rumorosa. Crediamo anche che il troppo clamore spinge tutti a radicalizzare il proprio convincimento e non contribuisce a fare giustizia”#UnGiornoinPretura #Rai3

Pubblicato da Un giorno in Pretura su Domenica 28 aprile 2019

Fonte: Un Giorno in Pretura

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