Home Cronaca Marco Vannini, gli esiti della perizia: “Una morte atroce per il 20enne”

Marco Vannini, gli esiti della perizia: “Una morte atroce per il 20enne”

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Ci sono sconcertanti novità sulla morte di Marco Vannini, ucciso da un colpo di pistola esploso probabilmente dal suocero mentre si trovava in casa della fidanzata. Sul fatto che il ragazzo si sarebbe potuto salvare ormai sembrano esserci pochi dubbi, mentre filtrano nuove indiscrezioni sull’esito della superperizia. Sembra infatti che Marco Vannini abbia perso oltre tre litri di sangue.

Inoltre, le omissioni dei Ciontoli e il ritardo con cui hanno chiamato l’ambulanza hanno fatto sì che si perdessero 110 minuti, quasi due ore in cui si sarebbe potuto soccorrere il ragazzo e salvargli sicuramente la vita. Invece, tra le tante bugie, ce n’è una costata davvero cara: Antonio Ciontoli, il suocero, aveva spiegato al 118 che Marco Vannini solo un “buchino” alla spalla procuratosi da solo, cadendo, con un pettine a coda.

Anche per tale ragione, sull’ambulanza non c’era un medico, e Marco Vannini arrivò in ospedale con un codice verde. Per tre ore, dopo l’esplosione del colpo, il ragazzo è rimasto in vita, ha sottolineato la perizia del medico legale: “Il paziente aveva circa 3 litri di liquido ematico. Il proiettile è entrato da destra a sinistra, dall’alto in basso, da dietro in avanti. Il cuore è avvolto dal pericardio che è stato perforato dal passaggio del proiettile. Non avendo una particolare elasticità il pericardio tende a comprimere se arriva a un certo punto di tensione”. In sostanza, Marco Vannini è sopravvissuto così a lungo perché la pressione a cui è stato sottoposto il cuore veniva alleviata dal defluire del sangue attraverso i fori interni provocati dal proiettile. Una morte lenta e atroce, dunque, tra grandi sofferenze.

GM