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“Quereliamo il Ministro, non si permetta” il Centro Sociale sotto sequestro chiama i legali

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Il Centro Sociale di Caserta, l'”Ex Canapificio”, è stato messo sotto sequestro dai Carabinieri per carenze strutturali tali da impedirne l’agibilità. Gli attivisti hanno querelato il Ministro degli Interni Matteo Salvini.

Centro sociale sotto sequestro querela Salvini - Leggilo

Nell’aria, c’è odore di Giulia Viola Pacilli. Così come lei aveva detto di voler querelare il Vicepremier Matteo Salvini – salvo poi dover fare retromarcia, visto che mancano i presupposti – anche gli attivisti del centro sociale di Caserta hanno intenzione di agire per vie legali contro il Vicepremier.

La questione è nata quando il centro sociale “Ex Canapificio” di Caserta è stato messo sotto sequestro dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha evidenziato carenze strutturali tali da impedirne l’agibilità. Infatti, nonostante i gestori intascassero i fondi per l’accoglienza degli immigrati, non hanno mai ristrutturato i capannoni, lasciandoli in condizioni precarie, tanto da far temere un crollo da un momento all’altro.

Sebbene la convenzione fosse scaduta ormai da tempo, il centro sociale gestiva ancora uno dei progetti del “Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati” più grandi d’Italia, con il consenso della Giunta comunale di Sinistra guidata dal PD Carlo Marino. A Caserta, sono più di 200 i migranti ospitati in vari appartamenti gestiti dal Centro Sociale.

Tuttavia, viste le gravi carenze strutturali e le pessime condizioni igienico sanitarie, i Carabinieri hanno deciso di mettere sotto sequestro l’intera struttura. Una decisione che rispecchia il buon senso: peccato che gli attivisti, anziché riflettere sui propri errori presenteranno querela per diffamazione nei confronti di Matteo Salvini. Il Vicepremier, infatti, ha commentato lo sgombero facendo riferimento alla questione che da tempo lega soldi pubblici ed immigrati: “Per i furbetti del business, la pacchia è finita!”.

Una frase che non è proprio piaciuta e che è stata definita “pura speculazione“. “Il Ministro sa fin troppo bene che i controlli svolti dal suo Ministero dal lontano 2007 hanno sempre constatato l’eccellenza della relativa gestione“, fanno sapere i gestori. Tra l’altro, si giustificano, utilizzare i fondi destinati all’assistenza dei titolari di protezione internazionale per la manutenzione della struttura, sarebbe un reato, quello della “distrazione di fondi”.

Il ministro Salvini dovrebbe chiederci scusa“, dicono dal Centro Sociale “Vogliamo querelare il Vicepremier per diffamazione dopo le parole usate, non è vero che il centro sociale incassava fior di soldi pubblici per l’assistenza dei fratelli immigrati e non faceva manutenzione”. 

Intanto, gli attivisti del Centro Sociale hanno fatto partire un “presidio permanente in piazza della Prefettura“, mentre sabato scenderanno in campo per protestare contro il sequestro. Potrebbero trovare una leader ideale nell’ex Presidente della Camera Laura Boldrini, che tempo fa aveva parlato della necessità di rivolgersi alle associazioni sul territorio, per gestire la situazione migranti, facendo da ponte con le istituzioni. Chissà se ora la penserà ancora così.

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