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Sonia Bruganelli, viaggio in Boeing per le Maldive: “Chi vive d’invidia muore di fame”

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Sonia Bruganelli  condivide sui social la sua vita tra lusso e ricchezza. La moglie di Paolo Bonolis non ha mai fatto segreto del suo amore per il lusso e sui social viene spesso accusata di ostentare la sua ricchezza. Eppure, il conduttore televisivo non ama stare al centro dell’attenzione e vorrebbe maggiore privacy. 

 

Recentemente Sonia Bruganelli è volata alle Maldive assieme al marito Paolo Bonolis, ai figli e ad alcuni amici per festeggiare i suoi 45 anni tra lusso, relax e divertimento nell’esclusivo atollo Alif Alif.  La vacanza è stata è stato ampiamente documentato sul profilo Instagram di lei che, indifferente alle critiche ha mai fatto un passo indietro e ha continuato a postare e a condividere le sue giornate, anche durante la vacanza sull’atollo.

La famiglia Bonolis ha raggiunto l’atollo viaggiando in prima classe e lei non si è fatta sfuggire l’occasione di postare sul suo Instagram la cena servita a bordo, tra caviale e champagne.

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La mia idea di 😎 relax. ✈️

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Tra i commenti una pioggia di critiche. “Non è bello ostentare così verso le persone che soffrono e non hanno i tuoi soldi“. Qualcun’altro è andato giù pesante: “Peccato che l’eleganza la classe e la raffinatezza nn si possono comprare. Sei una poveraccia signore si nasce“. Lei non se l’è presa a male ed ha continuato a condividere scatti della sua vacanza tra bicchieri di champagne a bordo piscina.

La condivisione di certi aspetti della propria vita puó risultare carino nei confronti dei propri followers, ma quando da condivisione si passa all’esaltazione e manifestazione delle proprie possibilità è male. E detto con tutto il rispetto possibile, sul Suo profilo sembrerebbe che ci sia poca condivisioni e molta esaltazione”.

Ma fra i tanti che criticano la Bruganelli, c’è anche chi la difende. “Ma se vi dà così fastidio Perché continuate a guardare? Chi vive d’invidia muore di fame” . Scrive un  follower

Paolo Bonolis preferirebbe invece un profilo diverso, e forse condivide in parte le critiche. Se la moglie Sonia Bruganelli ama rendere pubblica la suavita sui social, finendo spesso e volentieri al centro delle critiche, Paolo Bonolis latita sui social, anche se ha fatto della sua immagine la sua fortuna.

A differenza di sua moglie Sonia, il conduttore Mediaset ha confessato di non amare per niente la frenesia del mondo digitale: “Io sono cresciuto in un’epoca che si avvitava sull’ideologia, questa è un’epoca che si avvita sulla tecnologia: non c’è niente di male, a meno che la tecnologia non diventi ideologia, che è quello che sta succedendo”, ha dichiarato più volte. Ma non finisce qui. Bonolis rifiuta anche l’idea di avere uno smartphone, tanto che gli unici selfie e immagini di lui online sono pubblicate tutte da sua moglie: “Sonia ha 13 anni meno di me e sa gestire la sua doppia anima, analogica e digitale. Io non ci trovo niente di affascinante nei social”.

Proprio il suo essere così “social”, ha portato la signora Bonolis a ricevere numerose critiche, soprattutto da parte di chi la accusa di ostentare la vita lussuosa. Ma Sonia non si scompone davanti agli haters, risponde in maniera schietta e a sottolinearlo è lo stesso Bonolis: “In passato le ho detto di lasciare stare, ora non lo faccio più, al limite le dico di non postare cose che riguardano me”, commenta il conduttore.

“A differenza di mia moglie”, prosegue Bonolis, “non getto questi palamiti come ami, non mi interessa tirare su pesci che non hanno sapore. Lei invece fondamentalmente si diverte: provoca e trova un sacco di gente che abbaia alla Luna”. Paolo Bonolis ha anche ricordato la vicenda dell’aereo privato, quando la moglie finì nel mirino nelle critiche per aver condiviso una foto che la ritraeva sul mezzo pieno di comfort. “Allora ci fu chi scrisse: guardate cosa si permette con i soldi di noi cittadini”, ricorda Bonolis, “ma io lavoro per Mediaset, mica prendo soldi pubblici. Quando nasce la polemica ti devi anche chiedere da dove arriva: ognuno dice ciò che può”.

Insomma, i personaggi pubblici sembrano non scomporsi troppo davanti all’ira dei followers. E se la propria privacy dovrebbe essere un diritto, certe volte bisogna impedire che gli altri ci rendano pubblici.