Inchiesta dell’ospedale: le parole dell’infermiera non erano rivolte al migrante

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Una frase evidentemente non rivolta a lui, ma che era stata captata da un discussione tra il personale sanitario, registrata e messa in rete per creare il caso e lanciare una provocazione al Ministro dell’Interno Matteo Salvini.

E’ finita come per Daisy Osakue, che lamentò un attacco razzista, ma di razzismo non c’era. Nel caso dell’atleta di origini nigeriane fu un allarme eccessivo per una ragazzata. Questa volta c’è stata un piccola presa in giro, alla fine, sebbene non si capisce con esattezza il motivo. Forse il piacere di creare scalpore, forse per ottenere il famoso quarto d’ora di notrietà. Sia come sia, sembra essersi risolta in un malinteso “voluto” la storia delle parole razziste rivolte al 20enne originario della Costa d’Avorio.
“Non ti devi far vedere più qui. Devi morire” era stata questa la frase pronunciata da un infermiera dell’ospedale di Curteri di Mercato San Severino, dove Souleymane Rachidi si era recato domenica per dei forti dolori al petto. Il ragazzao aveva ascoltato e prontamente registrato, diffondendo il filmato sulla sua pagina FB con tanto di commento sull’allarme razzismo nel nostro Paese, come riportato dall’Ansa.

Quella frase che ha suscitato scalpore, e che ha fatto subito additare l’infermiera  come razzista, non era rivolta al ragazzo ivoriano mentre, dolorante, era sistemato su di una barella. Lo fa sapere un’ istruttoria avviata nella stessa giornata di domenica da Giuseppe Longo direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Ruggi. “Non emergono comportamenti o atti assunti dal personale in servizio riferibili ad episodi di razzismo” è stata la conclusione dell’accertamento, come riportato da Salerno Today.

Longo fa anche sapere che tutto il personale presente quel giorno in ospedale, compresi anche pazienti e testimoni sono stati ascoltati attentamente per poter portare alla luce tutta la verità.

Dunque il destinatario di quella frase non era Souleymane Rachidi. Secondo alcuni testimoni la donna si rivolgeva ad una altro operatore sanitario. Ma, indipendentemente dal destinatario, la frase è stata comunque detta, come si sente nel video postato dal giovane Rachidi, e per questo motivo l’infermiera sarà sottoposta a procedimento disciplinare per chiarire meglio la situazione. Dovrà essere chiarito sopratutto il contesto: non si esclude che le frasi siano state per scherzo e in maniera provocatoria dall’infermiera a un collega. Si spiegherebbe, in tal caso, perchè nessuna denuncia di “razzismo” è pervenuta oltre a quella diffusa da Rachidi. Il vero destinatario dunque non aveva lamentele da fare, forse perchè sapeva che quelle parole non erano dette seriamente. A prenderle molto sul serio è stato invece Rachidi, che ha barato, riferendole a sè stesso. Ma la tentazione di scrivere un post contro Matteo Salvini era troppo forte, evidentemente.

Fonti: Ansa, Salerno Today